“Il caso del ragazzo di Modena sospeso dodici giorni per aver rilasciato un’intervista come rappresentante d’istituto è indicativo di un clima che negli ultimi mesi si respira all’interno delle nostre scuole. Con questo governo si sono intensificati i provvedimenti di censura e di controllo nei nostri confronti e verso le tematiche che solleviamo con le nostre proteste”. A prendere la parola in difesa di Damiano Cassanelli, ragazzo all’ultimo anno dell’indirizzo relazioni internazionali per il marketing all’Ites Jacopo Barozzi di Modena, finito nell’occhio del ciclone con l’accusa da parte dalla dirigente Lorella Marchesini di aver rilasciato “dichiarazioni denigratorie nei confronti dell’istituzione e dell’intera comunità scolastica”, è Paolo Notarnicola, il coordinatore nazionale della Rete degli studenti medi.

La guerra tra la preside e il giovane studente, non conosce tregua. Dopo la notifica del provvedimento di sospensione di cui Ilfattoquotidiano.it ha dato notizia nei giorni scorsi, Stefano Cavazzuti, il legale di Cassinelli, è intervenuto per annunciare il ricorso al Tribunale amministrativo regionale per chiedere la sospensiva dell’atto della dirigente e il successivo annullamento. Parole che hanno urtato Lorella Marchesini che in un comunicato stampa ha voluto precisare le sue ragioni ribadendo che “in questo caso la decisione che, sebbene non condivisa, non può bastare a definire il Barozzi scuola autoritaria e punitiva, è stata assunta a larga maggioranza, nel rispetto della legge, dal Consiglio d’istituto” che “è presieduto da un genitore ed ha deliberato con il voto a scrutinio segreto di sedici persone. Sono genitori, insegnanti e studenti tutti investiti, attraverso elezioni, del ruolo di rappresentanti delle rispettive categorie”.

Sul caso è intervenuto anche l’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna che in una nota pubblicata da Il Corriere di Bologna precisa di essersi attivato “al fine di corrispondere alla richiesta di una dettagliata relazione” arrivata proprio dal ministro, da parte della dirigente scolastica dell’istituto. Anche l’Usr sottolinea che “la sanzione non è stata comminata dalla dirigente scolastica, ma – peraltro a larga maggioranza – dal Consiglio d’istituto, organo collegiale rappresentativo di tutte le componenti scolastiche, e democraticamente eletto…”

E a far scattare la sospensione secondo la nota degli uffici ministeriali sarebbe il fatto che “lo studente non si è limitato a criticare le decisioni della scuola, ma ha affermato che sarebbero state disposte perquisizioni a danno dei ragazzi. In altre parole avrebbe accusato il personale di aver compiuto atti illeciti”. Di parere diverso il legale del ragazzo che, nelle scorse ore, è tornato sulla questione: “Il mio cliente non ha mai diffamato, calunniato, ingiuriato, denigrato la dirigente, la vicepreside, Paola Tirelli o altri membri della scuola, né l’istituzione scolastica. Dimostrarsi critici nei confronti delle decisioni organizzative assunte dalla scuola non significa denigrare, ledere la dignità altrui, ma semplicemente esercitare diritti e doveri strettamente connessi alla figura di rappresentanza della collettività degli studenti. Viceversa, la risposta dalla dirigente ancora una volta nega il diritto di critica all’interno della scuola e pone una vicenda di contrapposizione di due diverse visioni, quella degli studenti e quella della dirigenza, su un piano strettamente personale”.

Non solo. A detta di Cavazzuti “diversi insegnanti della scuola avevano chiesto in collegio docenti e anche separatamente di non procedere disciplinarmente nei confronti dei rappresentanti degli studenti proprio al fine di non interrompere, neppure in un momento di contrapposizione delle diverse visioni, il canale del dialogo e del confronto. La dirigente con i molteplici comportamenti sopra denunciati si è spinta ben oltre il campo della valutazione sul piano educativo del comportamento di un alunno ma ha perseguito interessi personali piegando gli organi interni della scuola a suoi fini strettamente personali in una visione autoritaria della scuola”. Posizione condivisa da Notarnicola che proprio sul tema organi collegiali di cui quest’anno ricorre il cinquantesimo della loro istituzione dice: “Sono sempre più spazi vuoti dove abbiamo immense difficoltà a far passare le nostre istanze. Il caso di Modena è emblematico”. Intanto la Rete degli studenti di Modena sta valutando – in queste ore – se organizzare una manifestazione per il loro compagno.

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