Dopo un festino in casa a Roma, una donna si sente male, ma il compagno, invece di chiamare i soccorsi, la butta sotto la doccia, cerca su Internet come rimediare a un’overdose e scatta fotografie da inviare agli amici per chiedere consigli. Così, dopo tre giorni in stato di incoscienza, aggravato dalla somministrazione da parte dell’uomo di sostanze stupefacenti, la donna muore a causa di una polmonite che poteva essere curata. Esito drammatico di una relazione violenta, andata avanti da marzo 2020 al 18 gennaio 2022, giorno della morte della quarantenne e dell’arresto dell’uomo. Per questo l’uomo, 43 anni, è accusato per omicidio volontario aggravato e cessione di stupefacenti, oltre che lesioni e maltrattamenti.

Come riportato da Il Messaggero, anche il padre della vittima è stato ascoltato dai giudici della corte d’Assise di Roma, e in occasione del processo ha raccontato i soprusi e le violenze subite dalla donna anche nei mesi prima della morte: “Si sono messi insieme nel marzo 2020 e sono andati a convivere ma dopo qualche mese lei è tornata a casa”, testimonia in aula il padre. “Era disperata e molto spaventata. Ci ha raccontato di aver preso LSD e funghi allucinogeni insieme all’imputato. Ci diceva di aver visto la morte in faccia e di essere sotto ricatto di quell’uomo che le aveva anche sequestrato il cellulare e il bancomat“.

La vittima, con una figlia di 13 anni, già a gennaio 2021 aveva inviato una foto che la ritraeva con un occhio nero e solo un mese dopo, il 10 febbraio 2021, una seconda foto con il volto completamente tumefatto. I tentativi della famiglia di allontanarla dall’uomo si era rivelati vani, e lei non aveva mai sporto denuncia. Fino a quella doccia fredda che, date le condizioni fisiche della 40enne, a cui è stata diagnosticata una broncopolmonite massiva laterale, le è stata fatale.

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