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Non si vendono più giocattoli? Hasbro annuncia il taglio di 1.100 dipendenti per la crisi nel settore

Non si vendono più giocattoli? Hasbro annuncia il taglio di 1.100 dipendenti per la crisi nel settore
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Hasbro – la società quasi centenaria produttrice di giocattoli – ha comunicato che taglierà circa 1.100 dipendenti, ovvero il 20% della sua forza lavoro, a causa della crisi nel settore. A riportare la notizia è stato il Wall Street Journal. L’azienda – celebre per Monopoli, Play-Doh e My Little Pony – ha affermato che i tagli si aggiungono agli 800 già effettuati finora nel 2023 come parte delle iniziative annunciate lo scorso anno per risparmiare fino a 300 milioni di dollari all’anno entro il 2025.

Come molte aziende di giocattoli, Hasbro sta lottando con un rallentamento delle vendite dopo l’impennata avvenuta durante il lockdown, quando i genitori spendevano denaro in giocattoli per tenere occupati i propri figli. Durante le ultime festività natalizie, molte aziende di giocattoli hanno dovuto tagliare i prezzi per sbarazzarsi della merce a causa della debole domanda. Secondo i dati più recenti, le vendite di giocattoli negli Stati Uniti sono diminuite dell’8% da gennaio ad agosto.

“I venti contrari del mercato che avevamo previsto si sono rivelati più forti e persistenti del previsto”, ha scritto nella nota l’amministratore delegato di Hasbro Chris Cocks. “Sebbene abbiamo compiuto alcuni importanti progressi in tutta la nostra organizzazione, i venti contrari che abbiamo riscontrato nei primi nove mesi dell’anno sono continuati durante le vacanze e probabilmente persisteranno anche nel 2024”. Cocks aveva detto che la casa produttrice di giocattoli “si concentrerà su un numero minore di marchi più grandi, sui giochi, sul digitale e sulle nostre attività in rapida crescita nel settore del direct to consumer e delle licenze”.

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