Tre anziani morti e circa 200 persone evacuate, tra pazienti e personale sanitario. Messi in salvo anche 7 bambini. È il tragico bilancio dell’incendio divampato venerdì sera alle 22.30 nell’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli, in provincia di Roma.

La dinamica – Al momento, secondo quanto spiega il procuratore di Tivoli, viene escluso il dolo. Grazie a quanto ricostruito dalla visione delle immagini registrate dalle telecamere, le fiamme sono partite dall’esterno, dal retro della struttura. Il rogo, che ha coinvolto anche i rifiuti speciali stoccati, si è poi propagato all’interno interessando il pronto soccorso, con il fumo che ha invaso il nosocomio. “Abbiamo acquisito numerose immagini dall’impianto di videosorveglianza da cui abbiamo un quadro chiaro su quanto accaduto e che ci permettono di escludere al momento il dolo”, ha spiegato il procuratore Francesco Menditto.

I soccorsi – Ieri sera, dopo che era scattato l’allarme, i vigili del fuoco sono intervenuti sul posto dai diversi distaccamenti provinciali con almeno 60 unità e una ventina di mezzi, tra cui tre autoscale che sono state utilizzate per portare in salvo alcune delle persone ricoverate. Una cinquantina di persone con problemi di deambulazione sono state evacuate dai vigili del fuoco, invece, tramite le scale antincendio. Sul posto anche polizia e carabinieri di Tivoli che hanno contribuito soprattutto nella prima fase di evacuazione degli allettati e per la messa in sicurezza di sacche di sangue per le emergenze. “I tempi di restituzione dell’area sequestrata non saranno brevi perché dobbiamo svolgere diversi accertamenti tecnici. Per quanto riguarda invece l’area dichiarata inagibile velocizzeremo il più possibile i tempi in cui riconsegnare, volta per volta, i vari ambienti”, ha spiegato il procuratore Menditto.

Le vittime – Secondo quanto trapela a morire in seguito all’incendio sarebbero state tre persone: due morte intossicate e una terza a causa di un infarto. Una quarta persona sarebbe invece deceduta poco prima che scoppiasse l’incendio. Le vittime sono due donne (di 84 e 86 anni) e due uomini (di 76 e di 86 anni). I 69 ricoverati gravi, intossicati, sono stati smistati negli ospedali di Roma e provincia. La Procura di Tivoli ha aperto un fascicolo ed è stata disposta l’autopsia sui corpi delle 4 vittime. In mattinata l’incendio è stato completamente domato. Sulle cause sono ancora in corso i rilievi. Il fascicolo è per omicidio colposo plurimo e incendio colposo e, al momento, risulta a carico di ignoti. Sono inoltre state sequestrate alcune aree dell’ospedale per le indagini. Per le tre vittime è stata disposta l’autopsia ed è stato per questo nominato il medico legale e il tossicologo. Delle tre persone decedute, una era ricoverata in medicina d’urgenza e due in medicina generale.

L’evacuazione – Il Comune ha subito attivato il Centro Operativo Comunale per supportare le operazioni di evacuazione dei pazienti. I non gravi sono stati trasferiti nelle zone agibili dell’ospedale. Le squadre di Protezione civile comunale hanno fornito coperte per i pazienti evacuati e stanno provvedendo a trasportare nella palestra le brandine necessarie. La palestra comunale Maramotti, infatti, è utilizzata come struttura di “passaggio” per i pazienti che qui attenderanno di essere trasferiti con ambulanza presso altre strutture ospedaliere. Il Pronto Soccorso è stato chiuso quindi chiunque avesse necessità è pregato di rivolgersi presso vicini centri ospedalieri.

Le testimonianze – “Ho sentito la puzza di plastica bruciata e sono uscito fuori. Io ero in Pronto soccorso al piano -1, c’era solo fumo ed è saltata la corrente, quindi scappavamo grazie alle luci di emergenza anche se si vedeva poco. Sono stati momenti di panico“, racconta Paolo Gabrielli, 39 anni, uno dei pazienti evacuati dall’ospedale. “Oltre alle barelle ci si affrettava come si poteva e alcuni malati venivano portati anche a braccio. Noi siamo usciti attraverso l’obitorio e la polizia per farci uscire ha spaccato il cancello”, spiega. “È andata via la luce e c’era gente che urlava, da lì ho capito che era accaduto qualcosa di grave. Quando uscito ho visto gli infermieri con le barelle e i pazienti portati via anche a braccio. Abbiamo dato tutti una mano ad evacuare l’ospedale”, sottolinea padre Lorenzo cappellano dell’ospedale di Tivoli.

Familiari vittime: “Vogliamo chiarezza” –Vogliamo chiarezza sulle cause della morte di nostra madre”, è il commento dei familiari di Giuseppina Virginia Facca, uno dei pazienti morti durante l’incendio: “Ci hanno detto che è morta nel momento in cui è scoppiato l’incendio, ma non per il fumo, noi vogliamo la verità. Lei aveva 84 anni e aveva un problema ai polmoni, – hanno aggiunto – era stata nuovamente ricoverata tre giorni fa al terzo piano. Ora la sua salma si trova nella cappella dell’ospedale perché non è stato possibile portarla nella camera mortuaria”, spiega davanti all’ospedale Olga Ilari, una delle figlie, in attesa di vedere la salma della donna assieme alla sorella.

La ricerca dei parenti – Ci sono ancora almeno decina di pazienti all’interno della palestra Maramotti a Tivoli. Davanti alla struttura, oltre alle ambulanze e agli operatori, c’è un via vai dei parenti dei pazienti, che chiedono dove sia stato portato il proprio familiare. I pazienti sono stati tutti evacuati e portati nei diversi ospedali di Roma, ma anche in quelli dei vicini Comuni di Palestrina, Monterotondo e Colleferro. “Mi hanno detto che mio padre è vivo, ma non hanno saputo dirmi dove sia”, dice Roberto, mentre altre persone in fila chiedono ad un’addetta con le liste dei pazienti, anche se non sempre è possibile dare risposte. Nella palestra sono stati sistemati dei lettini dove si trovano soprattutto malati anziani, che man mano gli operatori stanno trasferendo.

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