“Quando una casa viene bombardata e l’intera famiglia viene cancellata, è impossibile identificare i corpi. Ieri abbiamo visto centinaia di cadaveri sepolti in fosse comuni, non identificati”. A parlare è Fidaa Alaraj, coordinatrice della Food Security, Cash & Protection di Oxfam a Gaza. “Se c’è un bambino piccolo o un neonato [che sopravvive], non c’è modo di identificarlo. Qualche giorno fa ho sentito dai sanitari che questi bambini e neonati non identificati hanno superato quota 100. È una cosa molto preoccupante. Mi viene da pensare a quello che succederà dopo, se ci sarà mai un dopo. Che cosa faremo con questi bambini? Se mai sopravviveranno, cosa ne sarà della loro registrazione, dei documenti, del loro status legale”.

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