La terra trema, gli esperti non sempre concordano e i cittadini si dividono tra chi fa i bagagli e chi incrocia le dita. “Al momento non ci sono le condizioni per poter pensare che ci sarà un’eruzione imminente dei Campi Flegrei, tuttavia – spiega il direttore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Mauro Di Vito – nelle ultime settimane abbiamo assistito all’aumento dei numero dei terremoti e della magnitudo, quindi sicuramente c’è un’emergenza legata alla sismicità“.

“Comprendo la paura delle persone – prosegue mentre mostra il monitor dove sono registrate le scosse avvenute nell’ultima settimana, si procede con una media di circa quaranta ogni giorno – perché i terremoti e gli eventuali danni non sono prevedibili e creano una sollecitazione delle strutture. Inoltre i recenti fenomeni sismici essendo più in superficie sono percepiti maggiormente dalla cittadinanza, soprattutto quella che vive proprio a ridosso dei crateri”. “Al momento il piano per un’eventuale evacuazione dalla zona rossa è previsto solo in caso di eruzione imminente (e riguarderebbe una popolazione che va da 1 a 3 milioni di persone, ndr.), ma non è prevista per l’aumento della sismicità”, prosegue ancora.

Il Governo proprio per fronteggiare l’emergenza legata allo sciame sismico ha approvato un decreto ad hoc per l’area dei Campi Flegrei. Negli otto articoli e coi 52 milioni di euro inizialmente stanziati l’Esecutivo si pone l’obiettivo di realizzare un piano per allestire strutture attrezzate in caso di situazione sismica grave, installare la segnaletica della Protezione Civile e istruire personale per l’assistenza alla popolazione. Inoltre il Governo ha disposto un piano straordinario di analisi di vulnerabilità dell’edilizia pubblica, ma anche privata, con particolare attenzione alle case costruite fino ai bordi della caldera. Infine tra le misure c’è anche un piano di comunicazione che finalmente spiegherà ai cittadini le procedure da adottare in caso di aggravamento della situazione sismica. La spiegazione, però, avverrà tra due o tre mesi, quando il piano di emergenza sarà pronto.

Seguiranno nelle prossime settimane anche diverse esercitazioni di evacuazione dei cittadini che però, in molti casi, hanno anticipato le mosse del Governo e a spese proprie hanno affittato una dimora altrove per passare almeno la notte lontano dai Campi Flegrei. Come la famiglia Gallo. Abitanti storici dell’area vulcanica della Solfatara, dopo aver passato le prime notti in macchina hanno deciso di affittare una casa a Vercaturo, lontano dalla zona rossa dentro cui vivono da generazioni. “Il problema non è la classe politica di oggi – spiega la consigliera regionale Mari Muscarà (Gruppo Misto) – per 50 anni la speculazione edilizia in questo posto meraviglioso ha avuto il sopravvento sulla prudenza. Nonostante questo in tanti anni si è fatta solo un’esercitazione, nel 2019, che nessuno ricorda e in cui sono state spostate poche decine di persone da Pozzuoli a Napoli”.

Tutti gli abitanti dei Campi Flegrei sono consapevoli di vivere su un super Vulcano. “Però se ne ricordano solo quando riprendono le crisi bradisismiche – dice il Vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo – e quindi ora hanno comprensibilmente paura sia dell’aumento dell’intensità dei terremoti che di un’eventuale eruzione, che sarebbe catastrofica, questo è un vulcano giovane che erutterà di certo, non si può dire quando e non sto dicendo che succederà a breve, ma bisognerà un giorno tenerne conto. Nell’area interessata da un’eventuale eruzione ci vivono circa 3 milioni di persone, difficili da evacuare soprattutto con un’urbanistica disordinata e con le strade che si intasano per una partita di calcio, figuratevi in un momento di panico”.

Se si vive in un’area a rischio sismico e a rischio eruzione o si impara a convivere con la paura oppure, come hanno già fatto decine di famiglie tra Napoli e Pozzuoli ci si reca il più lontano possibile. “Ma solo chi può permetterselo – ci spiega Gennaro Gallo, libero professionista di Pozzuoli che ha la finestra che si affaccia direttamente sulla Solfatara (che è uno dei 40 vulcani che compongono i Campi Flegrei) – noi siamo stati fortunati, un amico ci ha messo a disposizione una casa vacanze sul litorale domizio e con la mia famiglia passo la notte lì, poi al mattino torniamo a casa. Certo, un terremoto può venire anche di giorno – prosegue – però vedere mia madre e mio padre dormire in macchina per la paura di restare a casa la sera mi ha spinto a cercare un alloggio più sicuro. È innegabile che le scosse siano più forti e frequenti, io vivo qui da 40 anni e non ricordo una frequenza di questo tipo. Avevo cercato negli alberghi, dai privati, ma stanno sparando prezzi che non paghiamo nemmeno durante la stagione balneare, evidentemente ci sono molte famiglie che stanno cercando di passare almeno la notte fuori casa in questo periodo, quindi aumenta la domanda e c’è chi ci specula”.

In effetti su internet non è difficile imbattersi nell’annuncio di un monolocale a Varcaturo che costa quasi quanto un monolocale al centro storico di Napoli o in annunci di interi appartamenti affittati per cifre che vanno dai 1000 ai 5000 euro mensili. “Dopo le ultime scosse ho cercato anche io una casa lontano da qui – ci racconta una signora proprio mentre carica le borse in macchina – alla fine l’ho trovata pure io sul litorale domizio, mi hanno chiesto 3000 euro per 3 mesi da pagare subito. È tanto, ma anche la paura è tanta e in casa la sera non riusciamo più a restare. La signora che abita di fronte a me è partita – ci spiega indicando una finestra chiusa – è anziana, anche lei è stata fortunata perché ha il figlio a Milano ed è andata via. Chi non può permetterselo invece resta qui – conclude la signora dopo aver sistemato le ultime cose nel bagagliaio – nella speranza che non succeda nulla”.

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