Caos per le strade di Tel Aviv e proteste alla Knesset. La maggioranza di governo israeliana ha rispettato la promessa di andare “fino in fondo” con la controversa riforma della Giustizia, non riuscendo ad arrivare a una soluzione di compromesso con le opposizioni. Il Parlamento israeliano ha infatti approvato la discussa ‘clausola di ragionevolezza’ osteggiata da gran parte dell’arco politico nazionale perché depotenzia, di fatto, la Corte Suprema. Il testo di 5 righe impedisce infatti ai giudici di impugnare, in base a quel principio, provvedimenti del governo, del premier e dei ministri come invece avvenuto finora. Tanto che i deputati di minoranza hanno boicottato il voto lasciando l’aula. La norma è passata in terza lettura con 64 voti a favore su 120 e, vista l’uscita di opposizione e minoranza, né contrari né astenuti. “Oggi abbiamo assistito a uno spettacolo di debolezza senza precedenti da parte di Netanyahu. Non c’è un primo ministro in Israele. Netanyahu è diventato un burattino in una fila di estremisti messianici”, ha scritto su Twitter il capo dell’opposizione, Yair Lapid, che accusa il primo ministro di farsi manovrare dai suoi alleati di governo di estrema destra e dei partiti ultraortodossi.

La norma – Con il nuovo provvedimento si vieta alla Corte suprema di pronunciarsi sulla “ragionevolezza” delle decisioni e le nomine fatte dal governo e i singoli ministri. Si tratta del primo importante provvedimento che viene approvato nell’ambito della riforma giudiziaria che da mesi divide il Paese. L’approvazione definitiva è arrivata malgrado ampie proteste in tutto il paese in corso da mesi, che hanno coinvolto anche i riservisti delle forze armate e il mondo delle imprese. Il voto è stato preceduto da 30 ore di infuocato dibattito alla Knesset e da alcuni falliti tentativi di raggiungere un compromesso con l’opposizione. Mentre si discuteva nell’aula, centinaia di migliaia di persone manifestavano contro il provvedimento davanti alla Knesset, agitando bandiere israeliane. Malgrado il carattere pacifico della manifestazione, la polizia ha fatto uso di idranti contro la folla, riferisce Times of Israel. Sei le persone arrestate. Secondo le forze dell’ordine i manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone di polizia, costringendo gli agenti a disperdere la folla con l’ausilio di cannoni ad acqua.Oltre 150 tra le maggiori aziende israeliane hanno annunciato uno sciopero.

I tentativi di mediazione – Nelle ore che hanno preceduto l’approvazione, era svanita l’ipotesi di un accordo di compromesso sul testo definitivo tra la coalizione di governo e l’opposizione. Il presidente israeliano Isaac Herzog aveva incontrato prima Netanyahu e poi Yair Lapid lavorando “24 ore su 24”, come ha detto lui stesso, per cercare di porre “le basi per un accordo” sulla riforma della giustizia e parlando di “emergenza nazionale”, Herzog aveva rivolto un appello ad “agire con coraggio e tendere le mani per raggiungere un’intesa”. “Nelle recenti settimane e specialmente nelle passate 48 ore Lapid mentre alla Knesset si andava verso la votazione definitiva della modifica del provvedimento – abbiamo fatto il possibile per raggiungere un accordo come promesso. Ma con questo governo è impossibile avere intese per proteggere la democrazia israeliana”. “Vogliono fare a pezzi lo Stato, la democrazia, la sicurezza, l’unità del popolo di Israele e – ha concluso – le nostre relazioni internazionali”.

(le proteste davanti al Parlamento)

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Un arresto in Brasile per l’omicidio dell’attivista Marielle Franco: venne assassinata col suo autista nel 2018

next