Il Tribunale di Tempio Pausania ha rigettato la richiesta di rinnovazione del processo a Ciro Grillo, figlio del fondatore del M5s Beppe, e dei suoi tre amici genovesi imputati di violenza sessuale ai danni di due studentesse. L’istanza è stata presentata dalle difese dopo la sostituzione di un membro del collegio, il giudice Nicola Bonante, trasferito al Tribunale di Bari e rimpiazzato – a partire dall’udienza di lunedì – dal collega Alessandro Cossu. Bonante però è ancora in attesa dell’autorizzazione del Consiglio superiore della magistratura a essere “applicato” al processo, cioè a continuare a svolgere il ruolo di giudice pur essendo nell’organico di un altro ufficio. Se il nullaosta arrivasse, il collegio tornerebbe alla sua composizione originaria e gli atti svolti di fronte a Cossu resterebbero validi in quanto videoregistrati, come previsto dalla riforma Cartabia: da qui la decisione di andare avanti con il processo in attesa del verdetto del Csm. Gli avvocati, invece, proprio in virtù del cambio di giudice chiedevano di ripetere le audizioni di testimoni svolte di fronte a Bonante nelle scorse udienze, che non erano state videoregistrate.

L’udienza – sempre a porte chiuse – è quindi proseguita con le deposizioni dei due consulenti tecnici di accusa e difesa, Mauro Sanna e Mattia Epifani, che hanno depositato un elenco di file, video, foto e filmati ritenuti rilevanti tra quelli sequestrati sui dispositivi degli imputati e di Silvia (nome di fantasia di una delle due vittime). Grillo e gli amici, infatti, hanno realizzato foto e video di quella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 in cui – secondo l’accusa – si è realizzato lo stupro: tra questi il video del rapporto sessuale che tutti e quattro hanno avuto con Silvia e le immagini hard scattate da tre di loro alla sua amica Roberta (anche questo nome di fantasia) mentre dormiva sul divano. I quattro, all’epoca poco più che ventenni, avevano conosciuto le due studentesse (appena maggiorenni) la sera del 16 al Billionaire di Porto Cervo, il locale di Flavio Briatore: a fine serata le hanno invitate a dormire a Cala di Volpe, nella villetta in uso alla famiglia Grillo. Qui la notte a base di alcol e sesso documentata dal materiale sequestrato sui loro smartphone.

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