Il processo a carico di Donald Trump sul caso della pornostar Stormy Daniels comincerà nel pieno delle primarie repubblicane per la Casa Bianca. I media americani riportano infatti che il giudice ha fissato provvisoriamente la data del procedimento per la fine di marzo 2024. Meno di due mesi fa, lo scorso 4 aprile, era arrivata l’incriminazione per l’ex presidente Usa, su cui pendono ben 34 capi d’accusa, che vanno dalla cospirazione al pagamento di Daniels e di un’altra donna, Karen McDougal, per comprare il loro silenzio. Oggi lo stesso Trump è apparso in video nell’udienza in cui il giudice di Manhattan, Juan Manuel Merchan, lo ha messo in guardia contro la condivisione delle prove fornite ai suoi avvocati durante la fase della ‘discovery’: un’apparizione di appena 15 minuti. In base all’ordine restrittivo emanato dal giudice Merchan, Trump può parlare pubblicamente della vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto, ma non può utilizzare le prove raccolte dai magistrati nella fase pre-processuale per attaccare i testimoni o altre persone coinvolte nella vicenda.

Il processo al tycoon avrà effetti importanti sulla scelta del candidato repubblicano alle presidenziali 2024, influenzando quindi il futuro stesso della democrazia americana. La questione generale – può una persona incriminata diventare presidente degli Stati Uniti? – promette di condizionare pesantemente l’intero dibattito politico. Intanto, nello stesso giorno in cui a New York viene fissato l’inizio del processo contro Trump, il suo principale avversario alle primarie repubblicane preparare il grande annuncio. Secondo la Cnn, il governatore della Florida Ron DeSantis ufficializzerà mercoledì la sua corsa per la Casa Bianca in un confronto con il ceo di Twitter Elon Musk. Musk ha ritwittato un giornalista di Fox News secondo cui l’annuncio arriverà durante un’intervista su Twitter Space alle 18 (mezzanotte in Italia). Fox News ha anche riferito che DeSantis dovrebbe presentare i documenti alla Commissione elettorale federale in coincidenza con l’annuncio.

L’apparizione di Trump nell’aula di tribunale, seppure virtuale, arriva peraltro all’indomani della notizia che la scrittrice E. Jean Carroll, che lo aveva citato per stupro e diffamazione, ha presentato una nuova richiesta di risarcimento, dopo i 5 milioni di dollari già ottenuti in giudizio. La Carroll ha presentato una nuova richiesta di danni per 10 milioni di dollari, dopo l’apparizione di Trump in un dibattito trasmesso dalla Cnn, nel quale l’ex presidente aveva ripetuto una serie di affermazioni, rilanciate anche attraverso i social media, ritenute diffamatorie dalla scrittrice.

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