Si presentano con richiami pubblicitari che ammiccano al mondo naturale e che stuzzicano soluzioni facili per perdere perso, migliorare la massa muscolare e aumentare le prestazioni sessuali. Sono integratori a base di estratti di piante vegetali disponibili anche nei supermercati e su Internet e che, recentemente, hanno richiamato l’attenzione dell’organizzazione americana National Center for Complementary and Integrative Health (NCCIH) che, attraverso la sua newsletter, ha fatto il punto sulla loro reale efficacia. L’Istituto Superiore di Sanità ha ripreso le osservazioni dell’NCCIH. Ecco che cosa è emerso.

Troppo semplice perdere peso
Ci sono per esempio integratori che contengono Acai (una palma molto diffusa, in particolare nella Foresta Amazzonica). Il loro effetto? Praticamente nessuno; anzi, alcuni possono dare gravi problemi di sicurezza. Il punto fondamentale è che non c’è uno studio che riporti l’efficacia dell’Acai nel favorire una rapida perdita di peso. Ma c’è di più. Una revisione degli studi pubblicati tra il 2006 e il 2016 ha concluso che non ci sono prove sufficienti per stabilire che gli integratori più venduti per dimagrire diano un reale contributo, compresi quelli molto richiesti che contengono arancia amara e tè verde. Inoltre, molti integratori alimentari commercializzati per la perdita di peso, anche quelli venduti come “bruciagrassi” o soppressori dell’appetito, non sono stati testati per la sicurezza e alcuni contengono caffeina o erbe, come il guaranà, che possono provocare alterazioni del ritmo e della frequenza cardiaca.

Vuoi avere più muscoli?
Molto gettonati anche gli integratori per aumentare massa muscolare, forza ed energia. Su questo fronte, fate attenzione a quelli che contengono glutammina, colina, metossiisoflavone, quercetina, aspartato di zinco/magnesio, ossido nitrico e L-arginina. Il motivo? Non abbiamo prove evidenti che migliorino le prestazioni atletiche. La situazione è però ancora più complessa e critica. Ce lo dimostra la National Collegiate Athletic Association (NCAA) che ha stilato un elenco di sostanze vietate (come BMPEA, un isomero dell’anfetamina e DMAA, dimetilamilamina simile all’efedrina, che inizialmente erano state indicate come naturalmente presenti in alcune piante), che tuttavia sono state ritrovate in alcuni integratori alimentari senza essere elencate in etichetta. Per esempio, alcuni prodotti a base di Acacia rigidula (pianta naturalmente priva di sostanze simil anfetamina) sono stati adulterati con BMPEA.

Attenti al “Viagra naturale”
Infine, una tipologia di integratori che imperversa nel web e che promette ai maschi immediati effetti sulla durata delle prestazioni sessuali. Anche in questo caso l’illusione è in agguato: non ci sono evidenze su integratori alimentari sicuri ed efficaci per il miglioramento delle prestazioni sessuali o il trattamento della disfunzione erettile (DE). La maggior parte delle evidenze scientifiche riguarda prove effettuate sugli animali. In particolare, sono stati realizzati due studi sull’uomo per testare gli effetti degli estratti della pianta Tribulus terrestris: uno studio prospettico, randomizzato e controllato del 2017 condotto su 86 uomini con DE da lieve a moderata che ha rilevato, dopo un trattamento di 12 settimane, un miglioramento significativo della funzione sessuale rispetto al placebo; solo che uno studio precedente (2014) condotto su 30 uomini con DE arrivava alla conclusione opposta, il trattamento con Tribulus non era più efficace del placebo nel migliorare i sintomi. Il peggio è che molti integratori promossi per la disfunzione erettile e il potenziamento sessuale, a volte chiamati “Viagra naturale”, sono adulterati con farmaci o sostanze correlate. A rischio è la salute di chi li consuma: alcuni prodotti includono combinazioni di più ingredienti o dosi eccessivamente elevate, che possono essere entrambe pericolose. Da sottolineare che alcuni integratori reclamizzati per la disfunzione erettile, soprattutto se adulterati con farmaci di sintesi, possono provocare interazioni farmacologiche. Un esempio? Prendere un prodotto che contenga sildenafil (il principio attivo del Viagra), contemporaneamente a farmaci contenenti nitrati, può abbassare pericolosamente la pressione sanguigna. In conclusione, sono molto diffusi integratori per i quali non ci sono evidenze di efficacia, mentre il loro uso è associato all’insorgenza di eventi avversi, anche a causa di fenomeni di adulterazione.

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