La premier Giorgia Meloni riunisci i ministri a Palazzo Chigi: a pochi giorni dall’approvazione del decreto migranti a Cutro, il governo deve già valutare nuove soluzioni per affrontare l’emergenza sbarchi, che registra già numeri triplicati rispetto all’anno scorso e rischia di sfuggire di mano con l’arrivo della primavera. Ad oggi, dati del Viminale alla mano, sono già 20.017 i migranti arrivati in Italia nel 2023, più del triplo dei 6.152 registrati nello stesso periodo del 2022. L’impennata si è concentrata in particolare nei tre giorni 9-11 marzo, quando sono arrivate ben 4.566 persone. La novità che emerge dal vertice però è la nuova linea del governo, che lega la crisi migratoria alla guerra in Ucraina. Per il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il boom di arrivi è infatti “parte di una strategia chiara di guerra ibrida che la divisione Wagner, mercenari al soldo della Russia, sta attuando, utilizzando il suo peso rilevante in alcuni paesi africani“. Insomma, secondo il governo gli sbarchi sarebbero la conseguenza dell’impegno dell’Italia al fianco di Kiev. Anche la premier Meloni, intervenendo alla presentazione del libro ‘L’Atlante di Francesco’, ha dichiarato: “Forse sarebbe più facile mettere la testa sotto la sabbia, lasciare che siano dei mafiosi a decidere chi deve arrivare da noi, lasciare che arrivi da noi solo chi ha soldi per pagare quei mafiosi, lasciare che in Africa continuino a prendere piede i mercenari della Wagner e i fondamentalisti”. Un’accusa a cui ha replicato direttamente il capo dei mercenari russi, Yevgeny Prigozhin: “‘Crosetto dovrebbe guardare meno in altre direzioni e occuparsi dei suoi problemi, che probabilmente non è riuscito a risolvere. Noi non siamo al corrente di ciò che sta succedendo con la crisi migratoria, non ce ne occupiamo, abbiamo un sacco di problemi nostri di cui occuparci”. Prigozhin poi ha definito Crosetto “mudak”, un termine che in russo corrisponde a un pesante insulto.

Il vertice a Chigi – Questa mattina alla riunione a Palazzo Chigi con Meloni hanno partecipato lo stesso Crosetto, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e i vertici dei Servizi segreti. In collegamento erano all’ascolto anche i due vicepremier: Antonio Tajani e Matteo Salvini. Sul tavolo è tornata prepotente una misura che era già stata prevista nelle prime bozze del decreto sul contrasto all’immigrazione irregolare, salvo poi essere stralciata: l’ipotesi di un maggior coordinamento sulla sorveglianza marittima per l’individuazione dei barconi che trasportano migranti in acque extraterritoriali, con il coinvolgimento quindi della Marina militare, che ha gli strumenti tecnologici adeguati. È uno degli scenari presi in considerazione, come riferisce l’Ansa citando più fonti di governo. A Cutro questa ipotesi era stata scartata per il veto della Lega e di Salvini: la norma prevedeva la creazione di una nuova struttura (un “dispositivo interministeriale”) in capo al ministero della Difesa di Crosetto e non di quello dell’Interno, Piantedosi, che finiva di fatto depotenziato insieme al ministero dei Trasporti dello stesso Salvini. Per evitare di far esplodere il caso, Crosetto aveva deciso di fare retromarcia.

Le accuse a Wagner – Non è passata nemmeno una settimana e la premier Meloni già valuta di ritirare fuori la stessa soluzione, di fronte a un flusso di arrivi che non sembra placarsi. Dopo il vertici a cui hanno partecipato anche i Servizi segreti, con la direttrice del Dis Elisabetta Belloni e il direttore dell’Aise Giovanni Caravelli, Crosetto però punta il dito contro Mosca: “Mi sembra che ormai si possa affermare che l’aumento esponenziale del fenomeno migratorio che parte dalle coste africane sia anche, in misura non indifferente, parte di una strategia chiara di guerra ibrida che la divisione Wagner, mercenari al soldo della Russia, sta attuando”, afferma il ministro della Difesa. Quindi l’aiuto dell’Europa, ma anche degli altri Paesi occidentali, dovrebbe essere parte di una strategia di difesa contro Putin: “Ue, Nato e Occidente, cosi come si sono accorti che gli attacchi cyber facevano parte dello scontro globale che il conflitto ucraino ha aperto, oggi sarebbe opportuno capissero che anche il fronte sud europeo sta diventando ogni giorno più pericoloso. Dovrebbero inoltre prendere atto che l’immigrazione incontrollata e continua, sommata alla crisi economica e sociale, diventa un modo per colpire i paesi più esposti, in primis l’Italia, e le loro scelte geostrategiche, chiare e nette”.

“L’Alleanza Atlantica – aggiunge Crosetto – si consolida se si condividono anche i problemi che nascono dalle scelte collettive, ma rischia di incrinarsi se i paesi più esposti a ritorsioni di vario tipo (come aprire i “rubinetti” dell’immigrazione da parte di alcuni Stati) vengono lasciati soli“. Una teoria che viene rilanciata anche da Tajani: “Molti migranti arrivano da aree controllate dal gruppo Wagner. Non vorrei ci fosse un tentativo di spingere migranti verso l’Italia”, dice il ministro degli Esteri, manifestando la sua “preoccupazione” al termine dell’incontro con il premier israeliano Benyamin Netanyahu a Gerusalemme. Poco dopo in un audio postato sul canale Kepka Prigozhina (il berretto di Prigozhin) il capo della Wagner ha replicato così a Crosetto, che lanciando la sua accusa ha parlato di “divisione Wagner”: “Prima si parlava di compagnia privata Wagner, poi a un tratto è diventato gruppo Wagner, ora invece viene fuori che è una divisione Wagner, e l’Italia è la prima ad usare questa parola in tanti anni. Noi non siamo al corrente di ciò che sta succedendo con la crisi migratoria, non ce ne occupiamo, abbiamo un sacco di problemi nostri di cui occuparci“.

La situazione in Libia – A sostenere la narrazione del governo su una presunta strategia dei miliziani del gruppo Wagner arrivano anche non meglio precisate fonti di Tripoli, citate dall’Adnkronos, che accusano i mercenari russi alleati del generale Khalifa Haftar in Cirenaica di usare i flussi verso l’Europa come “uno strumento per ricattare l’Occidente in generale e l’Italia in particolare”. In Libia ci sarebbero tra i mille e i duemila mercenari di Wagner, per la maggior parte dispiegati tra la base aerea di Jufra, nella parte centrale del Paese, e Sirte. Le stesse fonti sottolineano che nell’ultimo anno il loro numero si è notevolmente ridotto: “Fino a un anno fa si parlava di circa cinquemila uomini”. Come evidenziato da ilfattoquotidiano.it, anche da Tripoli viene spiegato che l’allarme sulla prossima partenza di 685mila migranti dalle coste del Paese nordafricano va ridimensionato: “Quel numero si riferisce agli stranieri presenti in Libia, ma non è detto che siano tutti pronti a partire per sbarcare sulle coste italiane”.

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