Fumata bianca a Montecitorio per l’elezione dell’ultimo membro laico del Consiglio superiore della magistratura. Felice Giuffrè ha superato il quorum dei tre quinti dei componenti dell’Assemblea (pari a 364 voti) e ha ricevuto 420 voti. Con la sua elezione tutti i membri laici sono stati scelti.

Dopo la bufera del “caso Valentino”, scoppiata in seguito alla decisione di Fratelli d’Italia di cambiare in corsa il proprio candidato, Giuseppe Valentino, risultato indagato in un processo di ‘ndrangheta, il Parlamento in seduta comune è tornato a riunirsi per eleggere il decimo componente da mandare al Consiglio Superiore della Magistratura. Secondo l’agenzia Ansa, a imprimere l’accelerazione è stata la moral suasion esercitata dal Colle, che ha chiesto di avere l’organo di autogoverno dei magistrati nel pieno delle sue funzioni nel più breve tempo possibile dopo i 4 mesi di prorogatio di quello precedente presieduto da David Ermini.

In un primo momento infatti, deputati e senatori erano stati convocati per martedì 24 gennaio. A sorpresa invece ieri è arrivata l’accelerazione. Oltre alla moral suasion del Colle, hanno pesato anche altre scadenze, a cominciare dalle inaugurazioni dell’anno giudiziario in Cassazione e nelle varie Corti d’Appello, si spiega. Restano però le polemiche sulla gestione della vicenda. Perché “si sarebbe dovuto sapere prima che Valentino era indagato” e che dei “5 Stelle non ci si può mai fidare”. Soprattutto in Fratelli d’Italia, si sostiene che “un accordo senza di loro sarebbe stato possibile” consentendo al Pd di avere “due candidati”. Invece, è il rimprovero che viene rivolto a chi nel partito ha gestito la partita, si è voluto “accontentare tutti” non pensando che poi alla fine i parlamentari di Giuseppe Conte “non avrebbero rispettato i patti”. La scelta di non sollevare per tempo la questione che Valentino, già senatore e sottosegretario alla Giustizia, fosse indagato “è stata fatta apposta per metterci in difficoltà proprio al momento del voto costringendoci a cambiare candidato in corsa e a fare la figura che abbiamo fatto ieri”.

Ora resta aperta la questione della vicepresidenza. E sono molti nel centrosinistra a ipotizzare che alla fine possa farcela Roberto Romboli voluto dal Pd. Non solo il costituzionalista di Pisa è risultato il più votato, con 531 preferenze, ma, si sottolinea, “potrebbe anche ricevere il gradimento di non pochi togati”. Nell’attesa di capire come andrà a finire, tra i parlamentari del Terzo Polo si fa notare anche un’altra cosa: il candidato Dem “ha preso il voto di tutti, mentre i parlamentari del Pd hanno votato come gli pareva senza rispettare gli accordi”. Gli altri laici eletti al Csm, infatti, hanno incassato al massimo tra i 521 e i 519 voti come le 3 donne in quota Fdi e Lega, Isabella Bertolini, Daniela Bianchini, Rosanna Natoli e Claudia Eccher. Mentre Carbone, il meno votato, ne ha ottenuti solo 399. “Il che dimostra che il Pd e i 5S non sono affidabili”, evidenzia con malcelato astio un senatore del Terzo polo.

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