Il Brasile ha un nuovo presidente e subito scatta l’allerta sicurezza. Nel corso dell’insediamento del nuovo presidente Luiz Inácio Lula da Silva, che ha giurato raccogliendo il testimone da Jair Bolsonaro, un uomo in possesso di un coltello e di esplosivo è stato bloccato dalla polizia militare brasiliana all’ingresso della zona dove era in corso la cerimonia di insediamento. L’uomo è stato intercettato grazie alle perquisizioni che vengono effettuate a tutte le persone che partecipano ai festeggiamenti.

Un evento che testimonia il clima di tensione che ancora oggi si vive nel Paese, dopo quattro anni di gestione Bolsonaro, che ha acuito la polarizzazione nella popolazione, coronato da una campagna elettorale condotta in maniera aggressiva da entrambi i candidati. Per questo sono state organizzate imponenti misure di sicurezza nel corso della cerimonia. Prima e dopo le celebrazioni ufficiali, alle quali, fatto inedito, era assente il predecessore Bolsonaro, con cui non c’è stato il passaggio di consegne, erano previsti festeggiamenti con la partecipazione a Brasilia di centinaia di migliaia di persone.

Lula, dopo aver giurato, diventa presidente per la terza volta nella sua vita e a vent’anni dall’inizio del suo primo mandato. Vincitore delle presidenziali di ottobre, fino a tre anni fa, colui che Barack Obama definì “il presidente più popolare del mondo”, scontava in una cella brasiliana una condanna a 12 anni per corruzione. Poi il voto, con la vittoria al primo turno delle elezioni presidenziali e la conferma al ballottaggio, ha completato il riscatto politico dell’icona della sinistra latino americana dopo la scarcerazione nel 2019, dopo 580 giorni di detenzione, e l’annullamento delle condanna della Corte Suprema nel 2021.

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