Si allargano le perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta sulle sospette mazzette dal Qatar a eurodeputati e funzionari dell’Eurocamera. E cresce il numero degli italiani coinvolti. A ilfattoquotidiano.it infatti risulta che le 16 perquisizioni eseguite venerdì dalla polizia belga su mandato della Procura di Bruxelles riguardino in tutto 14 persone. Tra i 5 fermati, oltre alla vicepresidente del Parlamento Ue Eva Kaili, ci sono 4 italiani: l’ex eurodeputato del Pd e di Articolo 1 Antonio Panzeri, il sindacalista Luca Visentini, il generale della ong No Peace Without Justice Niccolò Figà-Talamanca e Francesco Giorgi, ex assistente parlamentare di Panzeri nonché compagno proprio della vicepresidente Kaili. Ma venerdì sera è stato perquisito anche l’ufficio di un’assistente parlamentare dell’eurodeputata belga Maria Arena, esponente del gruppo dei Socialisti. L’assistente è a sua volta di nazionalità italiana e lavora con l’eurodeputata da circa un anno: si chiama Donatella Rostagno. Sempre a ilfattoquotidiano.it risulta inoltre che siano coinvolti almeno altri due assistenti italiani: una è Francesca Garbagnati, che lavora per l’eurodeputata del Pd Alessandra Moretti (non indagata), mentre un altro in passato ha lavorato anche per Panzeri. Inoltre, sarebbe stato perquisito anche l’ufficio di una funzionaria dell’Eurocamera, a sua volta italiana. Senza dimenticare che in Italia sono state arrestate Maria Colleoni, di 67 anni, e Silvia Panzeri, di 38, rispettivamente moglie e figlia dell’ex eurodeputato Pd.

I legami con l’ex Pd Panzeri – Anche i nomi di Maria Arena e di Donatella Rostagno sono collegati ad Antonio Panzeri, che secondo quanto emerso dall’inchiesta è coinvolto nel giro di mazzette e regali inviati dal Qatar per portare avanti una campagna di pulizia dell’immagine della monarchia del Golfo a livello europeo in vista dei Mondiali. Quella che i media hanno definito una “organizzazione criminale” si diramava a diversi livelli all’interno dei Socialisti europei e ruotava proprio intorno alla figura di Panzeri. Ex eurodeputato Socialista in quota Articolo 1, è stato presidente della sottocommissione per i Diritti Umani del Parlamento europeo. Chi ha preso il suo posto? Proprio l’eurodeputata belga Maria Arena, nata a Mons da genitori italiani. Il 2 dicembre scorso Arena e Panzeri sedevano insieme a un incontro della ong Fight Impunity, presieduta proprio dall’ex eurodeputato Pd. Il nome di Arena compare anche tra i “contributor” di alcuni report dell’organizzazione no profit, che ha tra i membri onorari anche Emma Bonino e Federica Mogherini (che oggi ha annunciato il suo addio al comitato della ong). E tra chi ha lavorato per la ong risulta comparire più volte proprio Donatella Rostagno, oggi assistente della belga all’Eurocamera.

Il tweet di Francesco Giorgi – Lo scorso 3 dicembre a twittare era invece l’ex assistente di Panzeri e compagno di Kaili, Francesco Giorgi: “Alla Jean Monnet House per discutere di libertà dei media e combattere l’impunità dei crimini contro i giornalisti, insieme con Fight Impunity e Maria Arena“. Un’altra dimostrazione del legame tra la ong presieduta da Panzeri e l’eurodeputata belga. E la sua assistente italiana Rostagno, il cui ufficio è stato perquisito dagli agenti belgi, ha in più occasiona lavorato per la stessa Fight Impunity: in un podcast, tuttora disponibile su Spotify, viene descritta come “esperta di Fight Impunity”. Nel report “The State of Impunity in the World 2021“, firmato dalla stessa ong, la prefazione è firmata da Panzeri, mentre tra i contributori risultano appunto sia Arena che Rostagno. E tra i nomi c’è anche quello di Marc Tarabella, un altro eurodeputato belga di origini italiane.

Quelle frasi di Visentini e Arena – C’è anche un altro nome, sempre italiano, legato all’eurodeputata belga Arena. È quello di Luca Visentini, ex sindacalista Uil e oggi segretario generale della Confederazione sindacale internazionale (Ituc), anche lui fermato dalla Procura di Bruxelles e coinvolto nella maxi-inchiesta sulla corruzione all’Eurocamera. Se Panzeri già nel 2018 e nel 2019 i vari incontri in Qatar elogiava i presunti progressi del Paese in materia di diritti umani e dei lavoratori, interessanti sono pure le parole di Visentini e riportate sul numero del 21 novembre scorso del Qatar Tribune: “La Coppa del Mondo di calcio è stata senza dubbio un’opportunità per accelerare il cambiamento“. E ancora: “Accogliamo con favore gli sforzi fatti“. Sulla stessa edizioni del Qatar Tribune, proprio a fianco alle frasi di Visentini, vengono riportate anche quelle di Maria Arena. Ecco il nome che ritorna. E l’eurodeputata belga diceva: “Dal 2018 molte riforme sono state fatte“, citando l’abolizione del sistema della Kafala, l’introduzione del salario minimo e pure presunti “meccanismi di sicurezza e sul diritto alla salute sul posto di lavoro”.

Riceviamo e pubblichiamo

Per rispetto della verità, desidero, procedere ad una disamina dettagliata ed alla precisazione e smentita dei dati forniti:
• non sono indagata nella vicenda Qatar Gate;
• collaboro con Maria Arena dal 2014 – anno in cui ricoprivo la carica di direttrice dell’ONG EurAc;
• sono assistente accreditato di Maria Arena dal mese di febbraio 2022 ed ho avuto contatti con la ONG Figth impunity in questa veste;
• per Fight lmpunity ho effettuato unicamente, nell’anno 2021, una consulenza;
• il signor Panzeri ha consultato la sottoscritta sulla base delle conoscenze ed esperienza in ambito di conflitti, ruolo dei gruppi armati e gruppi ribelli in situazione di conflitto, soprattutto in Africa centrale;
• la consulenza richiedeva di redigere due documenti di analisi:
1. il primo, pubblicato nel mese di maggio del 2021 dal titolo “La lutte contre l’impunité en RDC, un défi à saisir pour l’Union Européenne” (La lotta contro l’impunità in Repubblica Democratica del Congo, una sfida per l’Unione europea), reperibile all’indirizzo https://www.fightimpunity.com/post/lalutte-contre-l-impunité-en-rdc-un-défi-à-saisir-pour-l-union-européenne;
2. il secondo, pubblicato, invece, nel mese di novembre del 2021 dal titolo “lmpunity in Yemen – The role tor the European Union between the quest tor accountability and providing weapons” (Impunità in Yemen – il ruolo dell’Unione europea tra ricerca di responsabilità e fornitura di armi), reperibile all’indirizzo https://www.fightimpunity.com/post/impunity-in-yemen.
• nel 2021 ho moderato una unica conferenza e l’ho fatto in quanto autrice del rapporto per loro redatto.
Non ho, pertanto, legame alcuno con la ONG Fight impunity e – tantomeno – con il suo presidente Panzeri per il quale ho svolto unicamente l’attività sopra descritta.
Donatella Rostagno

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