“Nessuno ha mai fatto una missiva del genere”. “Ideologica”. “Fuori luogo”. La circolare inviata dal neo ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, ai ragazzi di tutte le scuole italiane per celebrare il “Giorno della libertà” coincidente con la caduta del muro di Berlino, ha diviso dirigenti scolastici e organizzazioni sindacali. Qualcuno ha preferito non commentare, altri invece hanno criticato l’iniziativa, definita quanto meno “contraddittoria”. Critico anche lo storico Luciano Canfora che invita il ministro “a studiare meglio la storia del comunismo”. A difendere l’inquilino di viale Trastevere è, invece, lo storico Ernesto Galli della Loggia che sottoscrive il contenuto della lettera.

A sparare contro Valditara definendo il suo messaggio “da Minculpop” è soprattutto il segretario nazionale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli: “È legittimo che il ministro ricordi quella data, ma leggendo e rileggendo la nota inviata alle scuole, confesso di essere rimasto perplesso e assai preoccupato, sia per i contenuti che per il tono. Valditara ha recitato una lezione di storia contemporanea, che appare più un giudizio che l’analisi rigorosa di quanto è davvero accaduto, prima e dopo il 1989. Non spetta certo ad un ministro indicare giudizi storici in una lettera per lo più inviata a tutte le scuole, a tutti i docenti e agli studenti. Vorrei sommessamente ricordare che nelle nostre scuole, pubbliche e private, vige ancora il dettato costituzionale sulla libertà di insegnamento e di ricerca, e che una eventuale lezione di storia contemporanea spetta ai docenti, non certo a un ministro, la cui funzione resta di tutt’altra natura”.

Sinopoli anche in merito al contenuto è critico nei confronti del ministro: “Quell’impatto storico, di cui parla Valditara, non dice nulla sull’esperienza di quei comunisti italiani (e francesi, e tedeschi, per citarne solo alcuni) che hanno liberato l’Europa dal nazifascismo e contribuito a scrivere la nostra Costituzione o a debellare la mala pianta degli estremismi terroristici che hanno insanguinato la storia recente o a governare in modo progressivo e moderno lo sviluppo di grandi città. Provengo da un’altra storia politica e culturale, non sono mai stato iscritto al Pci o alla Fgci, ma trovo inaccettabile questa semplificazione della storia del comunismo europeo, che ha avuto tra i suoi artefici personalità come Gramsci, Di Vittorio, Lama, Berlinguer, Ingrao, Reichlin, (e potrei citarne all’infinito), la cui vita resta ancora oggi modello di riferimento per tante generazioni”.

A far compagnia a Sinopoli è il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, che tra l’altro è un medievista: “Spero che il ministro, da oggi, ogni giorno, inviti la comunità educante a ricordare tutte le ricorrenze istituite dal legislatore nazionale, sempre rispettando la libertà di insegnamento e le idee politiche altrui. In questa giornata, certamente, sarebbe più opportuno riflettere sui valori fondativi dell’Europa e su quello che sta avvenendo dentro i suoi confini geografici piuttosto che esprimere giudizi generalisti su un sistema politico, ‘il comunismo’, a cui si richiamano ancora diversi cittadini anche del nostro Paese, movimenti, partiti”.

Ma se sul fronte dei sindacati (la Cisl ha preferito non commentare in questa fase) arrivano critiche, non mancano anche dalla parte degli storici che, tuttavia, si dividono. Luciano Canfora è tagliente: “E’ una lettera contraddittoria. Il ministro prima dice che si tratta di un fenomeno importantissimo, complesso che fa pensare che ci siano luci e ombre; qualche riga dopo afferma che il comunismo è fatto solo di crimini. Studi meglio la storia del comunismo partendo da Platone. So che ha tanto da fare ma nei ritagli di tempo, magari…”.

Diverso il parere di Galli della Loggia: “Non sapevo che ci fosse questa giornata ma dal momento che il parlamento l’ha istituzionalizzata, Valditara, ha ben fatto – come accade in altre occasioni – a invitare gli studenti a una riflessione. Il ministro ha indicato l’origine storica nell’utopia marxiana e ne ha descritto gli infausti esiti storici. Ogni regime non può che fare anche cose buone ma qui si tratta di dare un bilancio storico e non può che essere quanto scritto in questa lettera”.

Tra i presidi sono in tanti a non averla nemmeno letta e diffusa e tanti a non voler commentare, magari anche per non mettersi in cattiva luce davanti al neo ministro. Ma c’è anche chi come Giovanna Mezzatesta, dirigente del liceo “Bottoni” di Milano, esprime la sua posizione: “Per me il 9 novembre è il ricordo della “Notte dei cristalli”. E’ deprimente che si insegni la storia agli storici e ad insegnare agli insegnanti. Non ricordo messaggi così divisivi da nessun altro ministro. Chissà cosa ci dobbiamo aspettare per altri anniversari! Abbiamo ben altre priorità che questa, comunque”. Al suo liceo, intanto, la lettera non è stata diffusa dalla preside.

A inviarla nelle classi è stata invece, Cristina Costarelli, dirigente del “Newton” di Roma e presidente dell’Associazione nazionale presidi del Lazio: “Mi asterrei da ogni commento ma posso dire che i fatti vanno letti dal punto di vista della storia senza mai assumere profili ideologici. Non mi voglio avventurare in espressioni di valutazione sulle parole del ministro. Ai ragazzi vanno raccontati fatti storici senza interpretazioni che gli studenti faranno da soli. Questo è il compito della scuola”. Più cauto il presidente dell’Anp, Antonello Giannelli: “Il ministro si è rifatto ad una Legge dello Stato che riguarda tutti i totalitarismi e ha ben fatto a fare una riflessione. Sappiamo poi che proviene dalla Destra, i suoi valori non sono un mistero ma non è che tutti i docenti sono obbligati a leggerla. E’ pregiudizievole censurarlo per questa sua posizione. Preferirei valutarlo su ciò che farà per la scuola”.

Tra gli ex ministri l’unica a farsi sentire è Valeria Fedeli che si dice stupita del messaggio di Valditara e ricorda – citando un articolo di “Striciarossa.it” che il “9 novembre è stata dichiarata dall’Onu giornata mondiale contro il fascismo e l’antisemitismo” in memoria del 9 novembre del 1938, quando iniziarono i pogrom nazisti contro gli ebrei.

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