Circa 1,8 milioni di euro da Leonardo tra il 2018 e il 2021, senza contare altri compensi incassati da Orizzonti sistemi navali, partecipata sempre da Leonardo e da Fincantieri. Sono i guadagni – tutti ovviamente leciti – percepiti dal neo ministro della Difesa Guido Crosetto, subito finito al centro del dibattito sull’opportunità di occupare quella poltrona visto il suo passato da lobbista del settore, da advisor proprio di Leonardo, il colosso degli armamenti, da presidente di Aiad, l’associazione di Confindustria che rappresenta le aziende della difesa e dell’aerospazio, e da presidente di Orizzonte sistemi navali, società partecipata al 51 per cento da Fincantieri e al 49 per cento dalla stessa Leonardo.

Crosetto non nega la ricostruzione dei suoi incassi svelata dal quotidiano Domani. Però è passato alle vie legali, annunciando su twitter di aver dato mandato all’avvocati di procedere: “Sono certo che le condanne in sede civile e penale siano l’unico metodo che direttori, editori e giornalisti possano intendere, di fronte alla diffamazione. Il mio ora è un’obbligo (sic!, ndr) istituzionale: quello di difendere il Dicastero”.

Un post che Crosetto ha pubblicato nella stessa giornata in cui Domani esce con un articolo in cui racconta i guadagni percepiti dall’esponente di Fdi. Secondo il quotidiano, nel triennio tra il 2018 e il 2021, l’attuale ministro della Difesa ha percepito 1,8 milioni di euro per consulenze. Solo nel 2021 ha incassato 619mila euro da Leonardo, colosso degli armamenti e tra i principali fornitori del ministero da lui ora presieduto. Inoltre, tra il 2020 e il 2021, ha percepito altri 140mila euro come presidende di Orizzonte sistemi navali, joint-venture creata per la costruzione di fregate per la Marina. Secondo i verbali del cda, in realtà, il presidente dovrebbe percepire 12.750 euro l’anno: secondo Domani, però, esistono documenti che certificano come Crosetto abbia incassato 140mila euro in un biennio, forse grazie a pagamenti aggiuntivi.

Riguardo ai compensi ricevuti da Leonardo, rispondendo a Domani, il ministro della Difesa ha spiegato di essere stato “lì come advisor in quanto presidente dell’Aiad”, la Federazione delle aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza. “Per intenderci, io non avevo un ufficio a Leonardo, e non rispondevo a nessuno in Leonardo – ha proseguito – Il mio compenso e il tipo di lavoro che svolgevo sono due cose distinte, nate dal fatto che il presidente dell’Aiad è indicato dalle aziende associate. Io sono stato indicato da Leonardo, che mi pagava per quell’incarico”.

Subito prima della nomina a ministro, per provare ad allontanare ogni spettro di conflitto d’interesse, Crosetto aveva annunciato di volersi disfare anche la Csc & Partners Srl, società di lobbying che possiede in società col figlio Alessandro e la compagna Graziana Saponaro. Dopo un esordio record (fatturato da 272mila euro e utile da 179mila euro), il neo ministro ha fatto recentemente sapere – sempre via twitter – di volerla liquidare: “Sono fatto così male che adesso che una mia amica, che fino a due giorni fa non contava, conterà, ho deciso di liquidarla perché nessuno possa fare illazioni”. Ma con chi ha lavorato la Csc? Chi erano i suoi clienti? A questa domanda, posta dal Fatto Quotidiano, Crosetto non aveva voluto rispondere.

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