E anche stavolta l’Ecuador può attendere. Ricordate l’Altilia Samnium? Sì, la squadra campana ospite in Molise che perde sempre, tanto da puntare il record di sconfitte consecutive mondiale di una squadra equadoriana: 59. L’aveva sfiorato un anno fa, quando ne avevamo parlato in Domeniche Bestiali, con la squadra del presidente Forgione, all’epoca in Eccellenza molisana che si era fermata a 54 sconfitte consecutive, vincendo col Campobasso 1919, stavolta non ci è andata neppure vicino, arrivando “solo” a 38 partite perse l’una dietro l’altra. Eh già, perché da quella gara l’Altilia non ha più vinto per tutto il campionato, retrocedendo in Promozione, cominciando di nuovo a perdere anche nella nuova categoria fino al rocambolesco pareggio dell’ultima giornata.

Già un pareggio che ci regala pure (discutibili) immagini: col presidente Forgione in trance mistica, inginocchiato con una bandierina del calcio d’angolo in mano in stile Excalibur (quella di Fantozzi però). Un pareggio che gli stava costando pelle ed equilibri familiari: “Sì, mi sono sentito male e mia moglie si è pure incazzata: ‘Hai sessant’anni e abbiamo una bambina’, mi ha detto”. Effettivamente però “l’incidente di percorso” che è costato (di nuovo) il record di sconfitte consecutive è di quelli da raccontare ai nipotini come spiega lo stesso numero uno: “Va chiarito innanzitutto che quest’anno abbiamo una squadra tutta di juniores fatta eccezione per il diesse Falco che gioca e seleziona i giovani da prendere. In panchina il mister Biagio Pellecchia e la supervisione del nostro totem Mauro Vitelli. Giocavamo in casa col Vairano, una delle due squadre che competerà per la vittoria di questo campionato. Siamo passati inaspettatamente in vantaggio ma loro ci hanno raggiunto. Poi siamo finiti in dieci, e poco dopo anche gli avversari che però sono ripassati in vantaggio”.

Un nuovo tassello verso il record dunque, prima dell’imponderabile: “Ero sicuro che ormai avremmo perso, tant’è che al 94esimo siamo anche rimasti in nove. A un certo punto con loro che cercavano il 3-1 il nostro stopper ha liberato l’area ma il suo tiraccio in avanti si è trasformato in un lancio per un nostro ragazzo, Casertano, che si è involato verso la porta da solo”. E qui i racconti assumono toni mitologici stile San Pietro sopra la traversa: “Io per la verità stavo litigando con i loro tifosi in quel momento, mi sono girato, ho visto quella scena e ho chiesto a Vitelli: ‘Mauro ma stiamo andando in porta?’. Lui mi ha risposto: ‘Sì, mo statte zitto’. E ho visto Casertano fare lo scavetto e superare il portiere. Mi sono lanciato a terra e ho preso la bandierina e per la verità ho fatto molto altro. Poi, come detto, mi sono anche sentito male e non ricordo cos’altro sia accaduto, ho avuto mezz’ora di black out. Io sono un romantico, ecco perché”.

Grossa delusione per gli avversari, secondo Forgione: “Ci hanno accusato di aver giocato coi palloni sgonfi: accusa infamante… però devo dire la verità…i palloni forse erano un po’ sgonfi”. E ora il premio partita: “Me l’hanno chiesto: li porto in ritiro e a cena per la prossima partita di campionato a Petacciato. Gli offro pure la pizza”. Un punto dunque, dopo un anno, frutto di un cambio di mentalità evidente: “L’anno scorso non ci allenavamo nemmeno, quest’anno sì: due volte a settimana. Mi aspetto che si faccia bene: poi se retrocediamo pure quest’anno non ne farei certo un dramma. Il mio è un calcio romantico”.

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