Torna libero Roberto Spada, l’uomo che aveva aggredito con una testata il giornalista della Rai, Daniele Piervincenzi. Spada ha lasciato il carcere di massima sicurezza di Tolmezzo, dove si trovava per scontare una condanna per lesioni e minacce aggravate dal metodo mafioso. Condannato in via definitiva a sei anni nel 2019, arrestato due giorni dopo l’aggressione al giornalista – avvenuta il 7 novembre del 2017 e filmata dal cameraman – Spada è stato rilasciato per espiazione della pena ed è tornato a Ostia, dove è stato accolto da fuochi d’artificio e brindisi in piazza Gasparri. “Ostia non è più quella di una volta. Non è un porto franco. Roberto Spada facesse tutte le feste che vuole ma sappia che abbiamo piena fiducia nelle forze dell’ordine e anche noi vigileremo”, ha detto il presidente del Municipio X di Roma, Mario Falconi.

La scarcerazione di Spada ha sollevato numerose polemiche visto che, da quello che trapela, l’uomo del clan di Ostia non viene più considerato pericoloso socialmente. “Stiamo chiedendo il riconoscimento almeno della pericolosità sociale e una sorveglianza speciale con obbligo orario di firma, siamo preoccupati, è un bruttissimo segnale per il territorio e per chi combatte la mafia. Rimettere in libertà una persona come Roberto Spada fa pensare a coloro che sono affiliati a lui che si è superiori anche alla giustizia. La mafia non deve vincere mai, neanche nel pensiero”, dice la portavoce del comitato Collaboratori di giustizia, Maricetta Tirrito.

Anche se ha finito di scontare la pena per l’aggressione a Piervincenzi, Spada ha ancora dei procedimenti penali in corso. Imputato nel maxi processo contro il clan di Ostia, la Cassazione aveva anche disposto per lui un nuovo processo d’appello per il duplice omicidio, avvenuto nel 2011, di due esponenti di un clan rivale: Giovanni Galleoni e Francesco Antonini, detti rispettivamente “Baficchio” e “Sorcanera”. La sentenza dell’appello bis è arrivata pochi giorni fa: il 19 settembre la Corte d’assise d’Appello di Roma ha confermato l’ergastolo per suo fratello Ottavio Spada, mentre Roberto Spada è stato assolto dall’accusa del duplice omicidio, ma è stato condannato a dieci anni per associazione a delinquere di stampo mafioso. Su questa condanna deve ora esprimersi la Cassazione. Già nello scorso gennaio la Suprema corte aveva riconosciuto che il clan degli Spada a Ostia era un’associazione di stampo mafioso. “Gli Spada operavano già in modo incontrastato su una parte di territorio di Ostia imperniata sulla piazza Gasparri” e si avvalevano “dell’impiego sistemico del metodo mafioso” si legge nelle motivazione della sentenza.

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