Una nuova perdita di gas è stata scoperta dopo le esplosioni registrate lungo le linee Nord Stream 1 e 2. L’ultima falla registrata, come riferiscono i quotidiani svedesi, riguarda il Nord Stream 2 e si sarebbe verificata in zona economica svedese. La Guardia costiera di Stoccolma non è stata in grado di spiegare perché la segnalazione di questa nuova perdita sia avvenuta in ritardo. Ma le due perdite sul lato svedese sono nella stessa zona, è stato spiegato: “La distanza è qualcosa di soggettivo, ma sono vicine”, ha detto Jenny Larsson, funzionario della Guardia costiera.

L’autorità non è stata in grado di confermare le notizie riportate dai media svedesi, secondo le quali la nuova perdita riguarderebbe il Nord Stream 2. Finora la Svezia aveva segnalato una perdita sul Nord Stream 1 a nord-est dell’isola di Bornholm. La Danimarca ha confermato la presenza di una perdita sul Nord Stream 2 a sud-est dell’isola e di un’altra a nord-est sul Nord Stream 1. Le grandi perdite stanno causando notevoli bolle marine di centinaia di metri in superficie, rendendo per il momento impossibile l’ispezione delle strutture.

Intanto funzionari dell’intelligence europea, come riferisce la Cnn, hanno osservato che lunedì e martedì navi di supporto della Marina russa erano in prossimità delle falle. Non è chiaro se le navi abbiano avuto a che fare con le esplosioni, hanno detto le fonti, ma è uno dei tanti fattori che gli investigatori esamineranno. La settimana scorsa sono stati osservati sottomarini russi non lontani da quelle zone, ha detto uno dei funzionari dell’intelligence.

Le navi russe operano abitualmente nell’area, secondo un funzionario militare danese, che ha sottolineato che la presenza delle navi non indica necessariamente che la Russia abbia causato il danno. “Le vediamo ogni settimana – ha dichiarato – Le attività russe nel mar Baltico sono aumentate negli ultimi anni. Spesso mettono alla prova la nostra consapevolezza, sia in mare che in aria”. Ma gli avvistamenti gettano ulteriori sospetti su Mosca, che ha attirato la massima attenzione da parte dei funzionari europei e statunitensi in quanto unico attore nella regione che si ritiene abbia la capacità e la motivazione per danneggiare deliberatamente gli oleodotti, scrive l’emittente Usa.

La portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, parlando con Soloviev Live TV, ha risposto che le falle riguardano la zona economica esclusiva di Danimarca e Svezia, un’area sotto il pieno controllo delle agenzie di intelligence americane. Zakharova ha ricordato che funzionari americani a Washington avevano sostenuto qualche tempo fa che NordStream 2 non sarebbe mai entrato in funzione. La portavoce ha chiesto quindi al presidente americano Joe Biden di rispondere alla domanda se Washington abbia tradotto in pratica la sua minaccia il 25 e 26 settembre scorsi: “Parlando del luogo in cui è avvenuto l’incidente… Ci sono state illazioni sul fatto che si trattasse di acque neutrali. Ma si tratta della zona economica esclusiva di Danimarca e Svezia, paesi centrati sulla Nato, pieni di armi di fabbricazione statunitense e che sono completamente controllati dalle agenzie di intelligence americane, che hanno l’intera controllo della situazione laggiù”, ha affermato.

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