Sono 215 i prigionieri liberati in cambio del politico ucraino filorusso Viktor Medvedchuk e altri 55 soldati russi. In un video pubblicato dal Commissario per i diritti umani della Verkhovna Rada, Dmytro Lubinets, si vedono alcuni dei prigionieri. Tra i combattenti liberati i leader del battaglione Azov che per settimane hanno difeso l’acciaieria Azovstal di Mariupol, il comandante Denis Prokopenko “Redis” e il suo vice Svyatoslav Palamar “Kalina”. C’è anche l’addetto stampa e fotografo di Azovstal Dmytro “Orest” Kozatsky. La sorella, in un commento alla radio pubblica Suspilni ha detto di aver parlato al telefono con lui dopo la liberazione: “Aveva una voce molto, molto, molto felice. Io non ho nemmeno parole”.
La madre di “Azovian” Ilya Samoilenko, ha reso noto che pure suo figlio è stato liberato: “Ilya tornerà quando le rose fioriranno”. Ora dico che le rose sono al loro posto”. In libertà anche un altro difensore di Azovstal, Mykhailo Dianov fotograto più volte da Orest con un braccio fasciato e una mano gonfia, allo stremo ma col sorriso, mentre guarda l’obiettivo: la sua immagine aveva fatto il giro del mondo nei giorni di aprile in cui il reggimento Azov difendeva l’impianto Azovstal di Mariupol. La liberazione di Dianov è stato confermata dalla sorella Alyona: “Ha chiamato e ha detto che era stato scambiato con altri prigionieri. Quali sono i miei sentimenti? Gioia sconfinata “, ha detto. Confermata lanche a liberazione della dottoressa incinta Maryana Mamonova: “Oggi abbiamo riavuto Maryana Mamonova, è la nostra eroina che diventerà madre a breve”. Il capo del ministero degli Affari interni dell’Ucraina Denys Monastyrskyi ha affermato: “Questo è stato lo scambio più difficile che abbia mai osservato in vita mia. Ma ovviamente questa è una grande vittoria per l’Ucraina”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Iran, donne danno fuoco al proprio hijab: continuano le proteste per l’uccisione di Mahsa Amini – Video

next