In cosa consiste effettivamente il contratto d’affitto in modalità cointestata? Tutti gli inquilini sono tenuti a pagare l’affitto? Che succede se una delle persone a cui è intestato il contratto d’affitto decide di recedere?

L’articolo completo si trova sul Magazine di Immobiliare.it

Come funziona il contratto d’affitto intestato a più inquilini

Prima di tutto è bene precisare che, come riportato nell’articolo 1321 del Codice Civile, può essere intestato ad almeno una persona qualsiasi tipo di contratto di locazione.

Ciò significa che non vi è limite al quantitativo di possibili intestatari all’interno dello stesso contratto, sia esso a uso abitativo o commerciale.

Il funzionamento di un contratto d’affitto cointestato è esattamente lo stesso dei contratti classici in cui viene indicato un unico locatario, con la sola differenza che gli obblighi previsti e riportati in forma scritta nell’accordo con il proprietario vengono equamente suddivisi tra tutti gli inquilini.

Una cosa importante di cui tener conto, quando si stipula un contratto intestato a due o più persone, tuttavia, è proprio la parte riguardante il pagamento del canone di locazione.

Se non espressamente indicato all’interno del contratto, uno o più inquilini potrebbero decidere di non pagare la loro parte d’affitto, causando dei danni economici e morali non solo ai propri cointestatari ma anche, e soprattutto, al padrone di casa.

Dunque, è sempre necessario, in fase di stipula di un contratto di locazione, includere una clausola che obblighi tutti gli inquilini al versamento sia dei canoni che delle spese accessorie dovute.

Cosa succede se una persona recede dal contratto cointestato?

Nel caso in cui uno o più inquilini decidessero, per qualsiasi motivo, di recedere dal contratto, dovranno, come per qualsiasi altro tipo di contratto di locazione, comunicare la propria disdetta al locatore entro i termini stabiliti in fase di stipula dello stesso.

Solitamente, questi vengono fissati tra i 3 e i 6 mesi rispetto alla data in cui si prevede di lasciare l’abitazione o il locale commerciale.

La comunicazione andrà fatta per mezzo raccomandata A/R e registrata, da parte del proprietario, all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dal momento del ricevimento della stessa, versando un contributo di 67 euro.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Ottenere un mutuo oggi: quali sono le maggiori difficoltà?

next
Articolo Successivo

Cosa sono le tabelle millesimali? Ecco come funzionano e quando sono obbligatorie

next