“L’estate è diventata un incubo”. “Noi siamo entrambi medici dipendenti e abbiamo due bambini piccoli. Siamo costretti a fare le ferie separati”. “L’estate italiana è un buco nero che si cerca di riempire con campus centri estivi, ferie, vacanze, nonni e purtroppo uno stipendio non basta”. “Un disastro, ho un figlio solo e ho speso quasi tutto lo stipendio in centri estivi. Anche di più se non mi avesse salvata lo smartworking. Inoltre, i bambini in questo tempo fanno tabula rasa di tutto, il mio passa i mesi da ottobre a gennaio a fare solo il ripasso dell’anno precedente”. Sono solo alcune delle testimonianze arrivate a WeWorld, organizzazione che da 50 anni difende i diritti di donne, bambini e bambine in Italia e in 25 Paesi nel Mondo, che raccontano come le famiglie italiane affrontano l’attuale calendario scolastico. Insieme alle blogger di Mammadimerda, in occasione della riapertura delle scuole Francesca Fiore e Sarah Malnerich che nasce per ribaltare gli stereotipi sulla maternità, lanciano la campagna social “La scuola non è solo un seggio elettorale!”, in vista delle elezioni del 25 settembre. I genitori (ma non solo) sono invitati a scattarsi una foto con l’immagine della campagna, per poi ripostarla sui loro profili social taggando @weworldonlus e @mammadimerda con l’hashtag #scuolaNOseggio. L’iniziativa punta a sensibilizzare leader politici e Istituzioni sulla necessità di mettere al centro i milioni di ragazze e ragazzi che ogni giorno siedono in quegli edifici, già problematici, che il 25 settembre ospiteranno le cabine di voto.

“Siamo stati sommersi dalle testimonianze, le stiamo raccogliendo per portarle alle istituzioni insieme alla nostra proposta per la scuola. Oggi necessita di un cambiamento profondo, non più rimandabile, che metta al centro i ragazzi e le famiglie”, commenta Marco Chiesara, Presidente di WeWorld. “La nostra proposta prevede di sperimentare metodi alternativi alla lezione frontale, favorire lo sviluppo delle competenze interpersonali e sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia per supportare nuovi modi di insegnare e apprendere oltre ad aprire la scuola alla comunità educante con proposte di attività extra-curriculari durante tutto il corso dell’anno, estate compresa. Unito a questo però è prioritario ripensare gli edifici scolastici e prevedere una rimodulazione del calendario scolastico, che sia pensato per una migliore didattica e che tuteli le famiglie e i diritti delle donne, sulle cui spalle cade la maggior parte del lavoro di cura”. E chiude Mammadimerda: “Quest’anno al rientro in classe i ragazzi non dovranno solo affrontare orari ridotti e cattedre ancora ballerine, il 25 settembre con le elezioni ci sarà un nuovo stop per la maggior parte delle scuole.”

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