Sorpresa. Mentre in Italia il reddito di cittadinanza è sul banco degli imputati e le destre in campagna elettorale promettono di smantellarlo, la Germania ha deciso di rafforzare e potenziare il suo sistema di aiuti ai più poveri. Il reddito minimo garantito ai tedeschi tramite l’Arbeitslosengeld II (Hartz-IV) e il Sozialgeld a partirà dal primo gennaio 2023 sarà sostituito dal “Bürgergeld“, il reddito di cittadinanza. Dopo 17 anni, Hartz-IV ha fatto il suo tempo: le prestazioni sono troppo basse, le sanzioni troppo severe e non conformi alla Costituzione. Ed è ora di un vero reddito di base. Il sito del ministero del Lavoro guidato da Hubertus Heil (Spd) spiega che i beneficiari verranno trattati con maggior “rispetto” e “dignità”. Mentre in Italia continuano gli attacchi al rdc, Berlino ha messo in cantiere un’indennità più generosa e con lo specifico obiettivo di mettere le persone in condizione di riqualificarsi e trovare un buon lavoro invece che forzarle ad accettare qualsiasi contratto a termine. La promessa di Heil è che “se scivoli nel reddito di cittadinanza, ti sosteniamo con tutti i mezzi per uscire nel lungo termine dalla disoccupazione”.

Risposta al nuovo mondo del lavoro – Secondo dati dell’Agenzia federale del lavoro, a maggio di quest’anno quasi 4,9 milioni di persone sono dovute ricorrere ai contributi Hartz-IV per vivere: tra questi 3,5 milioni sono idonei al lavoro, gli altri sono soprattutto bimbi sotto i 15 anni. La pandemia ha accelerato i cambiamenti nel mercato del lavoro e il Paese ha bisogno di più mano d’opera qualificata. La riforma mira quindi a far sì che i percettori di aiuti possano concentrarsi maggiormente sul ricevere una qualifica, aggiornarsi e cercare un lavoro duraturo, anziché accontentarsi di un’occupazione temporanea purchessia. La domanda potrà essere presentata anche on line senza vincoli formali. Il Bürgergeld sarà aperto ai residenti, anche stranieri con un permesso di lavoro, che si trovino in stato di bisogno e non godano già di altri aiuti. Potranno riceverlo coloro che sono abili a lavorare per almeno tre ore al giorno e senza impedimenti per almeno sei mesi (occorre avere più di 15 anni e meno dell’età pensionabile e non essere costretti in ospedale o in carcere per oltre sei mesi) ma anche gli inabili al lavoro – disabili o malati, under 15 e over 65 – ne avranno diritto, con una procedura semplificata.

Focus sulla formazione – L’obiettivo è togliere le persone dalla disoccupazione di lunga durata, ma l’attenzione si sposta sull’esigenza di individuare competenze, punti di forza e necessità di formazione individuali. Verrà eliminato l’obbligo di accettare qualsiasi occupazione temporanea, puntando piuttosto alla preparazione. Chi studierà per un diploma professionale potrà essere finanziato fino a tre anni invece che due. Coloro che continueranno ad avere forti difficoltà a trovare impiego potranno ricorrere a un coaching professionale. Il disoccupato concorderà con il centro per l’impiego (Jobcenter) un piano individuale per ritrovare un lavoro. Sarà data priorità all’acquisizione di adeguate competenze linguistiche e al conseguimento di un diploma professionale. Come stimolo a migliorare la preparazione è prevista l’erogazione di un contributo di formazione (Weiterbildungsgeld) di 150 euro al mese, o in subordine per corsi di almeno otto settimane un Bürgergeldbonus di 75 euro mensili.

Indennità maggiori – Il reddito di cittadinanza potrà essere percepito al termine dell’indennità di disoccupazione Arbeitslosengeld I. I contributi saranno di 502 euro al mese per un single, 53 di più che nell’attuale Hartz-IV (449 euro mensili), 451 per i partner maggiorenni (con Hartz-IV 404) e tra 318 e 420 euro per i figli a seconda dell’età (Hartz-IV da 285 a 376). Il sussidio coprirà le spese effettive per vivere, affitto e riscaldamento. Le indennità saranno integralmente adattate all’inflazione. Indicativamente, una coppia di adulti con due figli potrebbe ricevere una cifra tra 1.538 e 1.742 euro.

L’obbligo di accettare offerte ragionevoli – Il ricevente sarà però tenuto a cooperare e accettare ogni impiego “ragionevole”. Per rifiutarlo dovrà provarne l’inaccettabilità, ad esempio perché in contrasto con l’educazione di un figlio (proprio o della partner) o la cura di parenti. Il programma “mercato sociale del lavoro” (Sozialer Arbeitsmarkt), che offre alle persone disoccupate da lungo tempo opportunità di lavoro favorite da sovvenzioni statali decrescenti, non sarà cancellato alla fine del 2024 come era previsto in precedenza.

Sulla fiducia – Ulteriori cardini della riforma saranno un periodo fiduciario di sei mesi in cui le prestazioni non potranno essere ridotte e il fatto che per i primi due anni non conterà ai fini dell’attribuzione del sussidio il possesso di un patrimonio fino a 60.000 euro (e 30.000 per ogni altro convivente), la titolarità dell’alloggio, il possesso di un’auto e la presenza di risparmi fino a 10.000 euro (in Hartz-IV il tetto è di 5.000). Non si terrà conto nemmeno di contributi di maternità, rimborsi spese fino a 3.000 euro annui, lavoro studentesco o di apprendistato fino a 520 euro. Solo dopo due anni, nel valutare la persistenza dello stato di bisogno, rileverà l’esistenza di un patrimonio già a partire da 15.000 euro (adesso con Hartz-IV la soglia va da 9.750 a 10.050 euro a seconda dell’età del percettore) e sarà verificata l’adeguatezza dell’appartamento in cui il percettore vive.

Sanzioni attenuate Un punto dolente del sistema Hartz-IV erano le sanzioni. Con la riforma non spariranno, ma saranno attenuate. Alla luce della sentenza della Corte costituzionale del 5 novembre 2019 le sanzioni per inadempienze nel percorso concordato interesseranno al massimo il 30% dell’indennità mensile, e non verranno diminuiti i contributi per alloggio e riscaldamento. Non saranno applicate penali che risultino troppo rigide al caso concreto e saranno cancellabili se il sanzionato dimostra credibilmente di voler adempiere successivamente. In caso di recidiva dovrà essergli data possibilità di spiegarsi e se mancherà ancora l’ufficio dovrà cercarlo per dargli consiglio. Non saranno più previste penalità più rigide per chi abbia meno di 25 anni, bensì dovrà essergli offerto un supporto. Creando una soluzione ponte tra i due sistemi, le sanzioni in Hartz-IV sono state già sospese da metà maggio. Restano solo in casi eccezionali, ad esempio per assenza ad un appuntamento al centro per l’impiego, ma dal 30% sono state tagliate al 10%. Se alla fine dovesse essere chiesta la restituzione di erogazioni, col nuovo sistema resterà inviolata una quota maggiore del patrimonio del beneficiario rispetto al sistema Hartz-IV e saranno protetti i suoi risparmi. Ci sarà una soglia di 50 euro sotto la quale non sarà possibile richiedere indietro gli importi versati in eccesso.

Opinioni e critiche – La Cdu ha criticato la riforma affermando che abdicando al principio di “sostenere ma pretendere” (fördern und fordern) non ci sarà uno stimolo a rientrare nel mondo del lavoro. Anche secondo il presidente degli artigiani Hans Peter Wollseifer più persone di prima arriveranno alla conclusione che non lavorare conviene più che lavorare. Stafan Körzell del sindacato DGB gli ha replicato che è un’osservazione cinica e che è di cattivo gusto porre chi guadagna poco ed i percettori di Hartz-IV gli uni contro gli altri. Per la Fdp il Bürgergeld dovrà essere uno strumento per attivarsi, ma non un reddito di base. Non deve costituire un comodo rifugio ed una persona con un impiego a tempo pieno dovrà comunque sempre guadagnare di più. Per aspetti del tutto diversi le associazioni sociali vedono nella riforma un passo nella giusta direzione, ma non un grosso balzo in avanti. L’entità delle indennità previste è insufficiente, l’ente sociale Paritätische Forschungsstelle indica che il minimo esistenziale è di almeno di 678 euro. I Linke ritengono sia una riforma di facciata e prevedono già di impugnare la legge.

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