Un nuovo muro da scavalcare. E che muro. Vice-campioni olimpici, il totem Rudy Gobert da incatenare, come accaduto con Nikola Jokic, e la classe di Evan Fournier e Thomas Heurtel da contenere. L’Italbasket è chiamata a ripetersi, ad andare oltre le proprie possibilità per entrare in zona medaglia agli Europei. Un’impresa 2.0 dopo l’esplosione contro la Serbia negli ottavi di finale. Questa volta di fronte ci sarà la Francia. Se contro la Nazionale serba serviva il bis del ko inflitto a Belgrado nel Preolimpico, nei 40 minuti vis-à-vis coi ragazzi di Vincent Collet si cercherà la rivincita dei Giochi di Tokyo, dove furono proprio i galletti a sbattere fuori gli azzurri nei quarti.

Non si potrà sbagliare nulla di nuovo, quando alle 17.15 verrà alzata la palla a due. Serviranno la stessa intensità difensiva, la stessa precisione al tiro, la stessa cattiveria agonistica di domenica. Cosa è rimasto dentro all’Italbasket da gettare sul parquet alla fine dei 40 minuti di foga debordante messa in campo tre giorni fa? Quella scarica di adrenalina è diventata un catalizzatore o ha risucchiato via tutto? Di certo, come già avvenuto contro la Serbia, la pressione sarà tutta sugli avversari. Gianmarco Pozzecco e i suoi saranno liberi mentalmente: l’obiettivo minimo è raggiunto, il ribaltone è già stato servito. E in campo si rientrerà con quella convinzione per arrampicarsi su una Francia (200 cm di altezza media, fino ai 218 di Fall e ai 215 di Gobert) che ha superato gli ottavi contro la Turchia dopo un tempo supplementare e mezzo suicidio degli uomini di Ergin Ataman. Collet e i suoi hanno chiuso il girone in terza posizione, battuti da Germania e Slovenia.

Percorso accidentato, un po’ come quello degli azzurri. Nonostante l’esperienza francese sia di altra natura, perché dietro ai tre ecco altri di livello, a iniziare da Guerschon Yabusele, tra i migliori finora, e altri due di giocatori Nba (Luwawu-Cabarrot e Theo Maledon). Ci vorrà quindi un’altra prova di grande “responsabilità”: difesa di squadra, sacrificio e attacchi rapidi in transizione per trovare buoni tiri cercando di tenere alte le percentuali da 3. “La Francia è uno dei migliori team al mondo ed è una squadra diversa dalla Serbia, avendo a disposizione ancor più atletismo e più opzioni. Noi invece siamo l’Italia e continueremo a giocare il nostro basket, fatto di difesa dura, corsa e fiducia in attacco. Ormai abbiamo una nostra identità e vogliamo proseguire su questa strada”, ha detto Pozzecco alla vigilia.

Un dato su tutti chiarisce come l’Italbasket sia dipendente dalla capacità di bucare dall’arco: su 410 tiri tentati dall’inizio dell’Europeo, 198 sono stati da tre. Un tiro su due. Gli azzurri finora ne hanno segnati 74, il 37,4%. Con percentuali in crescendo dopo il k.o. contro l’Ucraina. Restare in scia alle ultime tre uscite e mettere in campo intensità difensiva vorrebbe dire colpire la Francia su un suo nervo scoperto, viste le 17 palle perse di media collezionate fin qui. Il resto lo farà la guardia del ferro, vicino al quale i francesi realizzano 37,7 punti di media sotto la spinta di Gobert. Per chi ci crede, c’è anche un po’ di cabala. L’Italbasket ha perso gli ultimi quattro faccia a faccia con la Francia in competizioni ufficiali e per ritrovare una vittoria – che valse bronzo europeo e qualificazione ad Atene 2004 – bisogna riavvolgere il nastro fino al 2003. Che giorno era? Il 14 settembre. A volte, il caso.

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