A sei anni vendeva orologi e dvd nelle strade di Atene per aiutare la propria famiglia. A 26 anni è stato nominato Mvp della Nba. Giannis Antetokounmpo è uno dei volti più conosciuti della pallacanestro mondiale e con la sua Grecia sarà l’avversario della Nazionale italiana nella seconda partita della fase a gironi degli Europei di basket, il 3 settembre al Forum di Assago. La sua storia è raccolta nelle pagine di Giannis-L’incredibile ascesa di un campione, la biografia scritta dalla giornalista Mirin Fader uscita da pochi giorni in Italia per add Editore con la traduzione di Mauro Bevacqua e Pietro Scibetta. Un racconto corale frutto di oltre duecento interviste con familiari, amici, allenatori, avversari e compagni di squadra.

Tutto parte da Sepolia, quartiere periferico di Atene, dove Giannis nasce e cresce insieme ai genitori di origine nigeriana e ai suoi quattro fratelli. Senza documenti e senza diritti, per sopravvivere lavorano come venditori ambulanti per per le strade della capitale greca. “Giannis sapeva come sedurre le persone e risultare simpatico, in modo che finissero per comprare qualcosa. Lo aveva imparato dalla madre”, si legge nel libro che ricostruisce non solo il suo percorso cestistico ma anche il contesto sociale nel quale è cresciuto. Siamo nella Grecia dei primi anni Duemila caratterizzata da un’ondata di odio verso i migranti e dalla crescita dei movimenti xenofobi e razzisti. I fratelli Antetokounmpo sanno di non poter camminare la sera tardi da soli in alcune zone per il timore delle ronde di Alba Dorata. Ma dopo gli allenamenti serali non si può farne a meno. “Era un po’ spaventoso”, ricorda il fratello Kostas. “Quelli come voi non li vogliamo”, lo apostrofa il proprietario di un caffè quando Giannis entra nel suo locale per cantare canzoni natalizie per racimolare qualche soldo.

La svolta avviene a 13 anni grazie a una palla da basket e ad alcuni allenatori che riconoscono in lui un talento e una voglia di emergere senza precedenti. Studia i movimenti delle super star americane negli internet café di Atene e migliora di giorno in giorno. Ma in attesa di diventare un professionista la vita quotidiana di Giannis è segnata dall’assenza di documenti. Difficoltà che si riflettono nel timore di venire fermati dalla polizia o nel non poter prendere un aereo insieme ai suoi compagni per una trasferta. Intanto però il nome di Giannis inizia a circolare sui taccuini degli scout Nba che arrivano in Grecia per osservare il suo talento. Antetokounmpo è destinato a diventare una prima scelta Nba ma rimane il problema dei documenti: senza un passaporto non può chiedere il visto per partecipare al Draft. Tutto si risolve nel maggio 2013 quando grazie a “un’esenzione speciale” dopo numerose pressioni Giannis e suo fratello Thanassis ottengono la cittadinanza greca. E un mese dopo il commissioner David Stern può pronunciare la frase fatidica: “Con la quindicesima scelta i Milwaukee Bucks scelgono Giannis Antetokounmpo”. Accanto a lui, al Madison Square Garden, c’è solo il fratello Thanassis. Il resto della famiglia è rimasto ad Atene sempre a causa dell’assenza dei documenti che arriveranno soltanto un anno dopo. Così, nel 2014, la famiglia si può finalmente riunire in America.

Qui inizia la nuova vita della famiglia Antetokounmpo. Grazie ai contratti milionari strappati da Giannis, le difficoltà economiche di Sepolia sembrano essere soltanto un lontano ricordo, ma nel Midwest americano riaffiorano gli echi del razzismo subito in Grecia. “Il suo compagno di squadra Caron Butler gli raccomandava di non andare in giro con la felpa con il cappuccio alzato per via di come i ragazzi neri venivano visti, se non assaliti o addirittura uccisi”, viene raccontato nella biografia che ricorda la lista di afroamericani uccisi dalla polizia. Omicidi che generano una reazione della società. Migliaia di persone scendono in strada per protestare contro la brutalità della polizia. Tra questi ci sono anche Giannis e i suoi compagni dei Bucks. Partecipano alle proteste indossando la maglietta “I Can’t Breathe”. Ma è solo l’inizio.

Nel 2020, dopo l’uccisione in Wisconsin di Jacob Blake, la squadra si rifiuta di entrare in campo per giocare gara 5 dei playoff. “Uno sciopero improvvisato che ha segnato un momento di svolta nella lotta dei giocatori Nba contro la violenza della polizia – ricorda Fader nel libro che riporta una frase di Giannis ancora più chiara – ‘Mio figlio crescerà in America, e mio figlio è nero. Non posso pensare che possa succedergli ciò che vedo in tv”. Sul parquet intanto Giannis migliora sempre di più diventando prima un All Star e poi conquistando due titoli di miglior giocatore della stagione regolare. Nel 2021 arriva la consacrazione finale: vittoria del titolo Nba e miglior giocatore delle Finali. Che cosa si può volere di più? Vincere con la propria Nazionale, quella greca, quella che ha aspettato 19 anni per concedergli la cittadinanza. Fino a ora non è ancora riuscito a farlo ma ci riproverà a partire proprio da Milano affronterà nel girone di qualificazione l’Italia in un Forum tutto esaurito per l’occasione.

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