Beppe Grillo rompe il silenzio e interviene nel dibattito di questa campagna elettorale. Con un suo post sul suo blog torna a parlare di quella generazione lasciata fuori dalla competizione elettorale: sono i 16enni, coloro che possono “lavorare, pagare le tasse”, ma “non possono votare”, scrive il fondatore del Movimento 5 stelle.

Il suo intervento inizia con una lista di scienziati e delle loro scoperte avvenute molto prima dei 18 anni: dal matematico e fisico Pascal e il suo famoso teorema scritto a 16 anni, a James Clerk Maxwell, altro matematico, che a 14 anni “scrisse sulle curve ovali e quelle aventi molteplici fuochi”, fino ad arrivare all’italiano Valerio Pagliarino che “ha vinto nel 2016 il premio Ue giovani scienziati della Commissione Europea”. “L’elenco è lunghissimo”, continua Grillo: “sono giovani, brillanti, intelligenti e liberi. Ma non possono votare”.

L’assunto di base è uno: “Il mondo appartiene a coloro che lo modellano”. E così Beppe Grillo ricorda come l’Italia sia “il Paese con la popolazione più anziana d’Europa”, che “dal 1946, anno in cui votarono per la prima volta le donne”, non ha “mai messo in discussione le regole“. Così i giovani, anche quelli che possono votare, “non lo fanno perché non credono più nei politici“. “Ragazze e ragazzi sospesi, già ampiamente maturi e preparati vengono tenuti fuori dalle scelte politiche“, continua il garante del M5s che elenca una serie di quesiti: “Che mondo li aspetta con le decisioni folli fatte dalle generazioni che li hanno preceduti? Generazioni che probabilmente malediranno in futuro? Se un sedicenne è “immaturo” come giudicare maturi o saggi coloro che investono in armi, distruggono l’ambiente, scatenano le guerre, che gli sottraggono il diritto alla pensione e al lavoro? Se un 16enne non può prendere una decisione per il proprio futuro, perché può farlo chi questo futuro non lo vedrà?“.

Una vera e propria “battaglia generazionale” che il M5s “porta avanti da anni”, sottolinea. Grillo, infatti, ricorda il voto del Movimento nel 2013 “per l’estensione del voto ai sedicenni nella riforma della legge elettorale europea” e la presentazione in Parlamento di “una mozione di riforma costituzionale e istituzionale per estendere il voto anche ai referendum popolari sulla modifica di Governo e di Stato”. Proposte bocciate. Così il fondatore del Movimento 5 stelle torna a chiedere l’estensione del diritto di voto ai sedicenni. Un argomento, questo, rilanciato più volte anche dal segretario del Pd, Enrico Letta, ma che fino a oggi non è mai stato concretizzato. “Ora, è arrivato il momento di ascoltare le nuove generazioni, Il mondo appartiene a loro!”, conclude Beppe Grillo.

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