Una paga oraria di 5,7 euro lordi per garantire la sicurezza dei punti vendita di supermercati e centri commerciali. Per la prima volta in Italia i vigilanti si organizzano in sciopero per chiedere un miglioramento del contratto fiduciario che “rende legali quelle che di fatto sono paghe da fame” spiega a ilfattoquotidiano.it Mboup Mohamed Nabi, delegato sindacale Si Cobas Toscana.

Lo stato di agitazione è stato indetto dagli addetti alla sicurezza degli esercizi commerciali per chiedere all’Agenzia di Vigilanza “Sinergy” di migliorare le condizioni di lavoro, ma i presidi di protesta in questi giorni (in una ventina di punti vendita tra Toscana, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte) si sono svolti davanti ai punti vendita Eurospin: “Sappiamo che i dipendenti del supermercato sono assunti con contratti migliori dei nostri – spiegano i lavoratori in presidio a Pisa – per questo pensiamo che l’azienda possa intervenire nella vertenza tra noi e la ditta che ha vinto l’appalto per la sicurezza dei punti vendita della catena”.

Più che nelle promesse elettorali o nelle iniziative parlamentari sul salario minimo, insomma, questa ennesima categoria che denuncia condizioni di lavoro pietose sembra aver fiducia in un intervento diretto dell’azienda privata che ha preso il servizio in appalto con l’agenzia di vigilanza che li ha assunti: “Alcuni di noi lavorano con queste agenzie da 20 anni – spiega Mboup Nabi – ogni due anni cambiano nome, chiudono e riaprono riassumendoci per pagare meno tasse, non darci l’anzianità e riducendo sempre più la paga base, l’ultima volta lo scorso marzo”.

Stando a quanto denunciano i lavoratori della sicurezza, prevalentemente ricattabili dalla necessità di rinnovare il permesso di soggiorno, queste agenzie che propongono il personale di sicurezza dei punti vendita li farebbero lavorare fino a 200 ore al mese, ma con una paga oraria talmente bassa da non consentire di pagare neanche affitti e bollette: “Per questo abbiamo scelto uno slogan semplice e chiaro, anche per i clienti di Eurospin ai quali chiediamo solidarietà e sostegno: il lavoro va pagato, soprattutto quando è al servizio della sicurezza di tutti”.

Per il Si Cobas quello dei “servizi fiduciari” fatto firmare agli addetti alla vigilanza “malgrado sia purtroppo un contratto nazionale regolarmente registrato, si rivela in realtà un ‘contratto-truffa’ – spiega Luca Toscano per conto del sindacato di base – non solo per i 5,7 euro lordi l’ora, ma per via dei continui cambi appalto dove si perdono diritti, anzianità e TFR”. A seguito della giornata nazionale di sciopero dell’appalto l’azienda, senza dare motivazioni, ha annullato il tavolo di trattativa previsto in questi giorni.

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