“Non ci sono governi amici ma neanche candidati amici”. Lo dicono i militanti del movimento No Tav che questo fine settimana si sono dati appuntamento a Venaus per il Festival Alta Felicità. Una tre giorni di concerti e incontri con artisti come gli Africa Unite e Alborosie ma anche di dibattiti con gli attivisti di Fridays For Future da tutto il mondo. E poi c’è stata la protesta: sabato pomeriggio un corteo di migliaia di persone ha assediato il cantiere di San Didero. “Non solo non ci sono governi amici, ma stiamo andando oltre – racconta Roberta Bonetto del movimento No Tav – non ci interessa la campagna elettorale e la propaganda che viene fatta, ma ci interessa costruire dal basso l’opposizione popolare necessaria per fermare l’opera e cambiare questo sistema”. A meno di due mesi dalle elezioni la fiducia nella politica è ai minimi storici. “Ci hanno già fregato una volta – commenta Alberto Perino, una delle storiche figure del movimento – non ci fregheranno più”. La “transizione ecologica” professata dal ministro Cingolani viene definita da Perino come “una mano di vernice verde” e secondo il membro della commissione tecnica dell’Unione Montana Alberto Poggio “per affrontare seriamente quel tema servono risorse, dunque bisogna abbandonare progetti indifendibili e ideologici come la Torino Lione”.

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