Case che bruciano, evacuazioni e circolazione ferroviaria ancora ferma. Gli incendi spaventano l’Italia, con i roghi che stanno mettendo in ginocchio in particolare la Versilia e il Carso, dove il vento sta spingendo le fiamme fino alla Slovenia. A Monfalcone, dove la Fincantieri è stata costretta a chiudere per il fumo, la sindaca ha chiesto ai cittadini di non uscire di casa. Decisione poi presa anche da altri comuni della zona. Trieste resta quasi isolata e raggiungibile praticamente solo via mare. In Toscana, invece, sono più di cento i vigili del fuoco che stanno tentando di domare le fiamme, in particolare nell’area di Massarosa, nel Lucchese, dove sono state disposte evacuazioni per centinaia di famiglie. Ma incendi si registrano anche in altre zone d’Italia, dalla Campania alla Sardegna.

La situazione più complicata la sta vivendo la popolazione triestina, dove le fiamme continuano a colpire l’intera area e a propagarsi sui Paesi del confine. I vigili del fuoco sono al lavoro senza sosta ormai da giorni mentre dalle istituzioni viene lanciato un appello alla prudenza. Aria irrespirabile nelle principali città, da Grado a Gorizia, mentre nei cieli continuano a volare ininterrottamente i canadair. Proprio a causa del fumo, la sindaca di Monfalcone, Anna Maria Cisint, ha disposto anche la chiusura dei mercati e dei centri estivi obbligando i cittadini ad indossare mascherine Ffp2 all’esterno. Molte case lambite dal fuoco sono state evacuate su decisione del prefetto di Gorizia, Raffaele Ricciardi.

Le fiamme, che hanno interessato centinaia di ettari di bosco, hanno causato anche l’esplosione, senza conseguenze, di alcuni residuati bellici presenti nella zona carsica. Disagi si riscontrano per gli spostamenti, con l’autostrada e la ferrovia ancora ferme. Al momento la riattivazione del traffico su rotaia, come ha annunciato Trenitalia, è in programma per giovedì. Centinaia di persone rimaste bloccate a Trieste sono state costrette a lasciare la città via mare. Ma la situazione non sembra affatto in miglioramento. Il sindaco del capoluogo, Roberto Dipiazza, ha annunciato che “a breve potrebbe essere interrotta l’erogazione elettrica in alcune zone di Trieste, fatto che potrebbe avere ripercussioni anche sull’erogazione idrica”. Per questo la Regione Friuli Venezia Giulia ha deciso di estendere lo stato di massima allerta a tutto il territorio regionale, che di ora in ora viene sempre più interessato dalle fiamme. “Prudenza e pazienza”, è l’appello lanciato dal governatore, Massimiliano Fedriga, ai propri cittadini “per gli inevitabili disagi che stiamo cercando di contenere al massimo”.

Sono oltre 500, invece, le persone evacuate per precauzione in Versilia, dove il fuoco ha devastato le colline di Massarosa, in provincia di Lucca. Al momento, secondo le prime stime della Regione Toscana, sono 650 gli ettari di bosco andati in fumo, mentre altri dieci stanno bruciando sulle colline di Vecchiano, a Pisa. Ha parlato di “devastazione impressionante” con “un’intera vallata in cenere” l’assessore regionale all’ambiente Monia Monni. “Sono giorni molti tristi per il nostro comune”, dice in un video il sindaco di Camaiore Marcello Pierucci che martedì sera aveva firmato un’ordinanza per l’evacuazione del paese circondato dalle fiamme. Pierucci ha disposto anche l’evacuazione di una parte dell’abitato di Valpromaro: “La scelta è dovuta alla costante espansione del rogo che da ieri interessa anche il nostro territorio”.

L’incubo incendio è tornato a far paura anche nelle colline del Montiferru, nell’Oristanese, proprio in un’area già percorsa dal fuoco nel vasto rogo del 2021 quando andarono in fumo oltre 12mila ettari di territorio e ci furono centinaia di sfollati tra i 10 centri colpiti. Ma roghi si registrano anche in Veneto, Campania e Alto Adige, con il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, che ha chiesto ai cittadini “un comportamento responsabile per evitare altri roghi” invitando la popolazione a una “segnalazione tempestiva”. Brucia anche il Meridione: sono 12 gli incendi che stanno interessando oggi la Campania. Tre i fronti principali in provincia di Caserta: Mondragone, Sessa Aurunca e la valle di Maddaloni, dove sono state evacuate alcune abitazioni ed è stata interrotta la linea ferroviaria Caserta-Maddaloni.

La Protezione civile della Regione Campania sta attualmente operando sulla zona complessivamente con tre elicotteri e due canadair nazionali. Sono state inviate squadre di volontari a Sessa Aurunca dove è ripreso un focolaio. La Protezione civile regionale con squadre di volontari e di Sma Campania aveva già domato le fiamme anche con l’ausilio di elicotteri. Nella giornata di ieri solo nel Casertano sono stati oltre 70 gli uomini del sistema regionale Aib impegnati nella lotta attiva agli incendi boschivi. Un altro vasto incendio sta interessando da due giorni il territorio dei Monti Lattari, dove la Protezione Civile regionale ha domato un primo fronte e sta adesso intervenendo su un nuovo focolaio tra Lettere e Angri con l’ausilio di un elicottero regionale oltre alle squadre di volontari. A Taurano, in provincia di Avellino, è in corso un altro vasto incendio che, in località Madonna dell’Arco, minaccia la macchia mediterranea con 600 metri di fronte del fuoco.

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