Cetrioli e peperoni imballati singolarmente e ciliegie separate, a una a una, come se fossero anelli mostrati da un gioielliere. “Limitare l’uso e l’acquisto della plastica al supermercato è praticamente impossibile” scrivono i sostenitori che continuano a inviare le foto di imballaggi inutili nell’ambito della campagna ‘Carrelli di plastica’, che ilfattoquotidiano.it porta avanti insieme a Greenpeace. E le foto che continuano ad arrivare ne sono la prova. Tiziana ne invia una di cetrioli imballati singolarmente. “Uno a uno con la plastica! Roba da matti” commenta la nostra sostenitrice, che li ha trovati in due supermercati, Lidl e Despar. Marco, invece, segnala lo spreco di plastica e carta con una foto scattata in un supermercato Alì di Bologna e che immortala peperoni singoli “impacchettati”. Danilo osserva che “anche una bustina di tè ha bisogno di molta plastica”. Anche le scuole combattono i ‘Carrelli di plastica’. E noi ringraziamo Virginia, che ha condiviso il video girato dalla e nella sua scuola, l’ITCTS Vittorio Emanuele II di Bergamo, con la partecipazione degli studenti più sensibili alle tematiche ambientali. I nostri lettori continuano a raccontare e a dare spunti su cosa si può fare per trovare delle ‘alternative’, proponendo anche degli utilizzi domestici per la plastica che sono costretti ad acquistare come imballaggio.

I lettori: “Impossibile limitare l’uso di plastica al supermercato” Carlotta racconta la sua esperienza. E anche lei ci invia le foto dei cetrioli imballati singolarmente. “Da anni cerco di limitare l’uso e l’acquisto della plastica, ma non è facile. Sia per le abitudini ormai consolidate, sia per la difficoltà a evitarla. Al supermercato – commenta – è praticamente impossibile. Più volte gli scorsi anni ho scritto ad alcune delle principali catene per evidenziare la contraddizione soprattutto di verdura e frutta biologica venduta imballata nella plastica”. Carlotta ha trovato la sua alternativa: “L’unica via che ho trovato per acquistare prodotti bio e zero plastica è rivolgermi direttamente ai produttori, nei mercatini di quartiere. Non sempre si riesce però – aggiunge – a fare conciliare giorni e orari, quindi qualche integrazione al supermercato ogni tanto si rende necessaria”.

Come utilizzare quelli imballaggi inutili Così ci si ritrova con quegli imballaggi inutili nel carrello. Lo abbiamo raccontato durante alcune delle tappe della campagna ‘Carrelli di plastica’. Anche se la filiera degli imballaggi è certamente la più controllata, non mancano gli ostacoli al riciclo di questi articoli. Tant’è che quella della plastica è l’unica frazione in cui il tasso di riciclo non ha ancora raggiunto i target al 2025 (e con le nuove regole rischia di allontanarsi ancora di più). Perché non tutti gli imballaggi di plastica finiscono nella raccolta differenziata e perché riciclabile non vuol dire, per forza, anche riciclato. Qualunque sia il loro destino, un’alternativa può essere un loro utilizzo più duraturo. Già giorni fa abbiamo pubblicato la foto inviataci da Giovanna due vaschette di plastica utilizzate “per ulteriormente confezionare delle mozzarelle già ampiamente sigillate ciascuna nella propria confezione” e poi ancora inserite nel sacchetto di carta della Gastronomia di Esselunga. Domenico, a riguardo, propone: “Ritiriamo dai supermarket le vaschette vuote (contenenti mozzarelle) per utilizzarle”. Come? “Sistemare e dare ordine ai piccoli oggetti – suggerisce – mettere acqua da bere agli animali, in lavanderia per mille usi e come contenitore per le mollette”.

Non solo plastica Ma le foto arrivate in redazione riguardano anche imballaggi definiti plastic-free, come alcune confezioni di ciliegie (separate singolarmente come si fa con i cioccolatini) che, in particolare, hanno colpito l’attenzione di Francesco e di Paolo. Enrico segnala le scatole dei tubi di dentifricio: “Basterebbe un contenitore per tenere in verticale 20 tubi….” commenta.

Fine scorta mai C’è, poi, chi monitora cosa avviene nei supermercati sul fronte dell’applicazione della direttiva Sup, che ha vietato l’immissione sul mercato di piatti, posate e altri articoli in plastica, consentendone la vendita fino a esaurimento delle scorte. Mantero fotografa quello che ha trovato sugli scaffali a circa sei mesi dal recepimento della Sup in Italia e commenta: “Fine scorta mai”.

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