Addio ad Aldo Balocco. Il presidente onorario dell’omonima azienda dolciaria di Fossano, nel Cuneese, è morto nella notte tra venerdì e sabato. Aveva 91 anni, la maggior parte dei quali trascorsi nell’azienda che ha contribuito a far diventare un colosso. Nato nel 1930, era orfano di madre, che morì durante il suo parto. Da ragazzo affiancò il padre Francesco Antonio nella pasticceria di famiglia, fondata nel 1927 a Fossano.

Conseguito il diploma di ragioniere a Cuneo nel 1949, cominciò ad occuparsi della gestione dell’attività e, a soli 23 anni, ha contribuito all’evoluzione da piccola bottega artigiana a industria. Dal primo stabilimento, distribuito su quattro piani, con appena 30 addetti, parte la rivoluzione dei Balocco. Le latte piene di dolci, le ‘tole’ in piemontese, destinate ai grossisti di tutta Italia, sono l’immagine più eloquente del cambiamento che sta avvenendo.

Sono gli anni del boom economico, e nella fabbrica di via San Bernardo, l’embrione della futura Balocco, vengono installati i primi forni a carrello estraibile per panettoni. Per spingere i panettoni oltre i confini di Fossano e della provincia, occorreva superare l’ostacolo della loro conservazione. Nel 1955 Aldo Balocco decide di assumere un giovane lombardo, sfollato a Cuneo negli anni della guerra, che aveva lavorato a Milano alla Motta e all’Alemagna, all’epoca due colossi dell’industria dolciaria.

Ermanno Crespi, originario di Abbiategrasso, introduce a Fossano la tecnologia della “lievitazione naturale”. Ed è proprio da un’idea di Crespi e Aldo Balocco che nacque il Mandorlato, il dolce-simbolo di Balocco. Era il 1975 quando l’azienda lanciò il suo primo spot pubblicitario su Carosello e coinvolse le gemelle Kessler. Balocco aveva due figli, Alberto e Alessandra, avuti con la moglie Anna Ferrero, morta nel 2015. Proprio i due, oggi, sono alla guida dell’azienda.

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