A maggio l’impatto del rallentamento economico causato dalla guerra in Ucraina e dall‘inflazione galoppante ha iniziato a farsi sentire sul mercato del lavoro. Gli occupati, in base alla statistica flash dell’Istat, sono diminuiti di 49mila rispetto ad aprile per effetto di un crollo dei dipendenti fissi (-96mila) non compensato da una ulteriore salita di quelli a termine, che aggiornano il massimo storico arrivando a 3,17 milioni. Il numero di occupati torna così a scendere sotto i 23 milioni, pur rimanendo superiore di 460mila rispetto a quello di un anno fa. “Tale incremento è composto, in oltre la metà dei casi, da dipendenti a termine”, annota l’Istat, “che arrivano, in complesso, a maggio 2022 a superare i 3 milioni 170 mila, il valore più alto dal 1977”.

Il tasso di occupazione cala al 59,8% (-0,1%). A diminuire è anche la disoccupazione (-44mila persone in cerca di un posto) ma solo per effetto di un aumento degli inattivi che salgono di 48mila. Il tasso di inattività torna al 34,8%, sopra il livello pre pandemia, e nella fascia 25-34 anni arriva al 26,4%, in salita di un punto in un mese.

“Dopo la forte crescita registrata tra febbraio e marzo e la sostanziale stabilità di aprile, a maggio 2022 il numero di occupati scende sotto i 23 milioni, per effetto della diminuzione dei dipendenti permanenti”, scrive l’istituto di statistica. L’occupazione sale solo per gli autonomi (+33mila), i dipendenti a termine, gli under 25 e gli ultracinquantenni. “Il tasso di occupazione scende a 59,8%, restando comunque prossimo ai valori record registrati nei mesi precedenti; quello di disoccupazione si attesta all’8,1% e il tasso di inattività, che sale al 34,8%, è leggermente superiore ai livelli prepandemici“.

La settimana scorsa l’Inps aveva fatto sapere di aver autorizzato 54,7 milioni di ore di cassa integrazione, il 19,8% in più rispetto al precedente mese di aprile quando erano state 45,7 milioni, anche se il livello resta molto inferiore (-74,8%) rispetto a maggio 2021.

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