Da aprile non ricevono più un centesimo di euro nonostante abbiano lavorato fino alla fine dell’anno scolastico. Sono i 20mila docenti e i 30mila collaboratori e addetti alla segreteria del cosiddetto contingente “Covid”. Molti di loro sono disperati: tanti sono persone provenienti dal Sud con una casa in affitto al Nord da pagare e una famiglia da mantenere. Siamo di fronte a una via crucis per questo personale che è stato necessario al mondo dell’istruzione: a dicembre hanno temuto di essere licenziati dal primo di gennaio per poi ottenere all’ultimo momento una proroga fino allo stato di emergenza. A marzo, altro patema d’animo per poi riavere un altro rinvio fino alla fine di giugno grazie a risorse individuate dal ministero che – secondo gli interessati – non sarebbero poi finite nella disponibilità del dicastero per effettuare i pagamenti.

A denunciare la situazione sono in tanti. Martina, 33 anni, docente della provincia di Torino ha le idee chiare: “Quando apro il portale dei pagamenti compare la scritta “Risorse in fase di assegnazione”. Al ministero un funzionario con il quale son riuscita a parlare, preso da compassione per la nostra situazione, mi ha fatto capire che i soldi non sono stati messi a capitolo e così noi ci ritroviamo con stipendi che riceviamo con il contagocce”. Martina ha ricevuto l’ultimo emolumento ad aprile qualche giorno fa: “Se non ci fosse mio marito non so come farei a pagare l’affitto; il nido di mio figlio e tutto il resto”. La giovane precaria non se la prende nemmeno con la sua scuola: “La segreteria ha autorizzato i pagamenti e rispettato tutte le procedure. È chiaro che mancano le risorse che sono state stanziate solo sulla carta”.

A raccontarci la sua storia è anche Mirko Lorenzo che fa parte del personale Ata: “È il secondo anno che sono a contratto Covid e lo stipendio arriva sempre con ritardo, anche di vari mesi. Ho iniziato il 4 ottobre: gli stipendi dei primi due mesi li ho presi a fine anno. Poi ho ricevuto lo stipendio di febbraio a fine aprile. Da allora più nulla. Solo ieri nell’app di “Noipa” mi è apparsa la dicitura “autorizzato pagamento” per lo stipendio di marzo”. Anche Mirko ha chiesto delucidazioni alla sua segreteria: “Mi hanno riferito che purtroppo non dipende da loro, cosa sicuramente vera perché su “Noipa” quando appare “Autorizzato scuola” vuol dire che l’istituto ha fatto il suo dovere”.

Le storie come quelle di Mirko e Martina sono innumerevoli. Gente che attende, che non sa più che fare. Dal canto suo il ministero dell’Istruzione contattato dal Fatto Quotidiano.it fa sapere che nella prossima emissione ordinaria, prevista per il 27 giugno, saranno pagati cedolini per un ammontare complessivo di circa 160 milioni per le supplenze brevi e saltuarie e per gli incarichi Covid. Mentre nell’emissione straordinaria appena trascorsa (14 giugno) sono state assegnate dal ministero risorse finanziarie per un ammontare complessivo di circa 185 milioni. La parola d’ordine del Governo è “Stiamo saldando”. Difficile, invece, capire i motivi del ritardo: sembra che tutto derivi dalla burocrazia, dai tempi di registrazione dei contratti e della loro comunicazione a Roma.

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

La storia dei dati rubati dagli hacker russi all’università di Pisa. Il bottino? Codici fiscali, coordinate bancarie e 270 numeri di telefono

next
Articolo Successivo

Migliori città universitarie al mondo, Milano (48°) e Roma (74°) perdono posizioni: “Troppo costose e meno accessibili per i giovani”

next