Dopo la sconfitta a sorpresa di cinque anni fa il centrosinistra prova a riprendersi L’Aquila. E tredici anni dopo il terremoto, la ricostruzione resta ancora il tema più rilevante della campagna elettorale. Anche dopo un lustro governo di centrodestra. Nel 2017 Pierluigi Biondi fu protagonista di una rimonta senza precedenti: dal 35% al 53,50%. Adesso si ripresenta sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega e secondo i sondaggi punta alla vittoria al primo turno. Anche perché sullo schieramento opposto ci sono due candidati: la “solita” Stefania Pezzopane, già presidente della provincia, senatrice e deputata, sostenuta dal Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana; e Americo Di Benedetto, che cinque anni fa era il candidato sconfitto del Pd e questa volta corre con Azione di Carlo Calenda. Chiude l’elenco Simona Volpe, avvocata candidata con la lista Liber L’Aquila.

Passato e futuro – Tra i tanti terreni di battaglia della campagna elettorale, la ricostruzione rimane il più rilevante. Un banco di prova e, al tempo stesso, una spada di Damocle per chi ha governato – e per chi governerà – la città. Per il processo che dovrebbe far rinascere L’Aquila dalle sue ceneri sono già stati spesi 12 miliardi e 700 milioni di euro, il 71% della somma stanziata proveniente dal bilancio dello Stato e dal fondo europeo di solidarietà. Ma se la ricostruzione privata va spedita, “su quella pubblica c’è inerzia totale, di questo passo finirà nel 2050”, spiega al fattoquotidiano.it Di Benedetto, critico per la carenza di una visione strategica dell’amministrazione Biondi. “Avevamo oltre 50 scuole in città – prosegue – ne sono state ricostruite solo due: i moduli provvisori non sono più tanto sicuri”. C’è poi la riqualificazione, da cui dipende il destino dei complessi abitativi, attualmente abitati da 8.600 persone, su una capienza totale di 19.486 posti letto. “Il fallimento dell’amministrazione Biondi si misura anche sulla gestione di questi insediamenti, gran parte dei quali ora sono abbandonati, afflitti dal degrado e dai disagi”, denuncia Pezzopane, che i sondaggi piazzano al secondo posto con una forbice di preferenze tra il 27,5% e il 31,5%. Una critica che il sindaco uscente non esita a rispedire al mittente: “La problematica di questo patrimonio immobiliare l’abbiamo ereditata dalla precedente amministrazione del centrosinistra, che chiese, inopinatamente, la fine dello stato di emergenza”. “Circa 400 appartamenti – continua il candidato di Giorgia Meloni– saranno destinati alla Scuola nazionale dei Vigili del fuoco, mentre altri immobili ospiteranno le attività del Servizio civile universale, già finanziata con 60 milioni dal Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza per le aree colpite dal sisma 2009 e del centro Italia”.

Occupazione e salute – Alle elezioni comunali è in ballo il futuro che attende gli oltre 69mila abitanti. Oltre alla ricostruzione, il Fondo complementare al Pnrr – circa 1,8 miliardi di euro – servirà anche a risolvere i problemi del lavoro e della sanità. “L’utilizzo finora fatto dei fondi non è stato indirizzato all’aumento di posti di lavoro, ma forse alla risoluzione di qualche capriccio del sindaco, dell’assessore o di qualche potente di turno”, attacca Pezzopane, il cui programma prevede la creazione di occupazione attraverso un intervento “sui settori produttivi trainanti, come quello chimico-farmaceutico, e sulla formazione”. Tra il 2012 e il 2019, il territorio aquilano ha dovuto fare i conti con un tasso di disoccupazione crescente: basti pensare che nel “cantiere più grande d’Europa” il numero degli addetti nel settore delle costruzioni ha registrato un -19,3% contro il +20% di crescita a livello nazionale. Dati che fanno riflettere e che spingono il sindaco uscente a puntare sulla “creazione di opportunità, sull’attrazione di investimenti e sulla formazione”. Un approccio, prosegue Biondi, che ha permesso durante il suo mandato “di azzerare il precariato all’interno del Comune dopo aver trovato, nel 2017, oltre 100 dipendenti con contratti a tempo determinato”. Gli investimenti, per Di Benedetto, andrebbero dirottati verso la Sanità, “vilipesa e offesa” negli ultimi anni. “È l’unico modo per avvicinare Roma a L’Aquila – spiega il candidato di Azione – migliorando l’offerta qualitativa e abbassando il livello degli interventi, offriremmo a 3 milioni di abitanti un centro sanitario di qualità a 100 chilometri: ciò risolverebbe i problemi del deficit sanitario regionale abruzzese”.

Turismo – L’Aquila aspira a ricostruire la sua identità, disancorandola da quel fantasma che da 13 anni le aleggia intorno. In tal senso, il combinato disposto tra la pandemia e le iniziative proposte dall’amministrazione uscente hanno determinato, nel periodo 2017-2021, un significativo aumento degli arrivi da altre regioni italiane e dall’estero. “Si tratta del turista ‘usa e getta’ – sostiene però Pezzopane – viene la mattina e va via dopo qualche ora: con il sindaco di Roma voglio costruire un patto sul Giubileo 2025 affinché la Porta Santa possa essere inserita in circuiti internazionali che possano portare qualità e stanzialità del turista”. Le fa eco Di Benedetto, convinto che a popolare le piazze sia la figura del visitatore. “Essere turista – precisa – significa stare per più giorni, essere residente turisticamente in città. Noi invece abbiamo gli avventori, che arrivano la mattina, prendono un caffè e a fine giornata se ne vanno”. Sulla critica alla fugacità dell’esperienza turistica aquilana, Biondi è lapidario: “L’approccio di Di Benedetto e Pezzopane è pressappochista: non hanno letto i documenti che riportano i dati in questione”. “Oltre all’aumento dei visitatori italiani e stranieri – sostiene – i dati Istat e della regione Abruzzo riportano un sensibile incremento della permanenza media dei clienti nelle strutture ricettive”.

Articolo Precedente

Lista di proscrizione, Urso (Copasir): “È semplice report”. Ma Floris: “No, è una rassegna stampa sulle opinioni non allineate all’atlantismo”

next
Articolo Successivo

L’Occidente è arrivato impreparato all’appuntamento con la storia: tutti parlano di vittoria, nessuno di pace

next