Ottomilaquattrocentoquattordici giorni, equivalenti a poco più di 23 anni. Tanto è durata la maledizione della Premier League per il Nottingham Forest, storico club britannico con un campionato e ben due Champions League nel suo palmares: risale infatti al 16 maggio 1999 l’ultima partita nella massima serie inglese dei Garibaldi Reds, che salutarono la categoria con un’ininfluente vittoria sul Leicester nello stadio di casa del City Ground. Quel giorno, che il resto del Regno Unito ricorderà per la vittoria del campionato all’ultima giornata da parte del Manchester United e l’arrivo in cima alla classifica della UK Singles Chart di un gruppo di ragazzi statunitensi, i Backstreet Boys, con il singolo “I want it that way”, i tifosi del Nottingham Forest lo rievocheranno invece come l’inizio di un incubo. Fallimenti societari, la retrocessione in terza serie e tanti drammi sportivi hanno segnato gli ultimi anni di questo club fino a domenica scorsa, quando un’autorete del difensore dell’Huddersfield Levi Colwill ha consegnato la vittoria dei playoff al Forest e riaperto le porte della Premier League.

Il progetto “made in Greece” e i dubbi della Lega
Il merito di aver spezzato quest’incantesimo è dell’armatore greco Evangelos Marinakis, proprietario di una compagnia marittima da oltre 2,3 miliardi di euro e presidente anche dell’Olympiakos, che ha rilevato nel 2017 le quote della società dalla famiglia kuwaitiana degli Al-Hasawi. Investimenti, riqualificazione dello stadio e del centro sportivo sono stati i punti principali del progetto di Marinakis, che ha ora promesso un’ingente campagna acquisti dopo la promozione nella massima serie, che ha portato nelle casse del club quasi 200 milioni di euro. Intanto la Lega ha iniziato a indagare: secondo il Daily Mail, i vertici della Premier League avrebbero contattato la Federazione calcistica ellenica per conoscere la situazione di Marinakis, accusato nel 2019 di traffico di eroina e partite truccate. Fu assolto nel 2021. Nonostante non abbia alcun processo pendente, il board del massimo campionato inglese vuole essere certo che non ci siano elementi a carico di Marinakis che possano portare a un suo deferimento in Inghilterra, un procedimento che nel caso non toccherebbe comunque il club delle Midlands. Sarebbe un duro colpo per una squadra che ha vissuto le sue annate migliori a cavallo tra gli anni 70 e 80 quando, con il leggendario mister Brian Clough in panchina, riuscì a trionfare in patria e in Europa. Un miracolo che ha portato nel 2008 a dedicargli una statua nel centro cittadino, appena fuori dalla piazza del Mercato Vecchio.

I tifosi italiani
Nella storia del Nottingham Forest c’è anche un po’ di Italia. Non è un caso, infatti, se i giocatori siano soprannominati i Garibaldi boys e la stessa prima divisa del club, rigorosamente rossa, venga definita la “Garibaldi”. La ragione è legata al breve passaggio da Nottingham dell’Eroe dei Due Mondi nel 1864, l’anno prima della fondazione del club: un evento che colpì a tal punto i fondatori da decidere di omaggiarlo in questo modo. “Una storia incredibile per un club che per anni è stata una nobile decaduta del calcio inglese: sarà bello vederla sfidare di nuovo le big della Premier”, racconta a ilfattoquotidiano.it Valerio di Piano, titolare di un’azienda di prodotti alimentari a Salerno che nel 2012 decise di fondare su Facebook un gruppo di appassionati dei Reds delle Midlands. Oggi sono quasi un migliaio. “L’idea originale era quella di radunare qualche simpatizzante del club ma oggi siamo diventati sempre più numerosi”, evidenzia Valerio. Adesso che il Forest è di nuovo in Premier l’obiettivo è chiaro. “Qualche anno fa abbiamo organizzato un raduno a Roma e abbiamo conosciuto tanti simpatizzanti di persona. Sarebbe bello a questo punto poter organizzare anche una trasferta di gruppo al City Ground e ritrovarsi allo stadio proprio nell’anno in cui si torna in Premier”.

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