Il professor Mimmo Parisi non ha commesso alcun danno erariale mentre guidava l’Anpal. Lo ha stabilito la Corte dei Conti che ha assolto l’italo-americano voluto nel 2019 dall’allora ministro e vicepremier Luigi Di Maio alla guida dell’Agenzia per accompagnare al lavoro i percettori del reddito di cittadinanza grazie a navigator e app. La magistratura contabile ha scagionato il professore da responsabilità per danno erariale in relazione alle spese relative a trasporti e alloggio sostenute per l’esercizio della carica di amministratore unico della Anpal Servizi.

La questione era già stata affrontata nell’ambito di una precedente indagine della stessa Procura della Corte dei Conti archiviata per assenza dei presupposti dell’azione contabile. Tuttavia un diverso Procuratore aveva ritenuto di promuovere l’azione sulla stessa fattispecie già archiviata. Per i giudici della Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio ciò rappresenta “una gravissima violazione della normativa posta a garanzia degli indagati” che comporta l’inammissibilità dell’azione.

La Corte si è comunque espressa anche sul merito della vicenda, escludendo che siano “ex se configurabili quale danno erariale i costi sostenuti per le spese dell’amministratore unico”, in quanto funzionali all’esercizio della carica. Per di più in un contesto dove la legittimità delle spese è stata ampiamente esaminata anche dagli organi istituzionali deputati ai controlli con pareri che di per sé escludono la colpa grave. La Corte riferisce che la Procura – pur “adombrando confusamente” l’incompatibilità del Parisi a ricoprire cariche istituzionali in Italia essendo professore presso Università Usa – non aveva sul punto ravvisato un danno erariale.

“Il professor Parisi in questi anni ha ritenuto di difendersi nelle sedi giurisdizionali evitando di replicare pubblicamente. La sentenza conferma la correttezza del suo operato sia come amministratore sia come cittadino fiducioso nelle istituzioni”, ha commentato l’avvocato Renzo Ristuccia, difensore di Parisi.

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