La componente fondamentale delle Domeniche Bestiali è la bestialità: sembra ovvio. Bestialità che però poi assume tante sfaccettature diverse: la rusticità che si incontra sui campetti di provincia, certo, ma pure la bestialità lessicale di certi comunicati dei giudici sportivi è parte integrante di quel fantastico mondo, come in alcuni casi la bestialità delle decisioni. E come abbiamo visto in diversi episodi di questa rubrica, anche la bestialità vera e propria, quella etologica, è spesso protagonista sui campi di pallone.

SE NON MI CONTESTI SEI FUORI – L’errore può capitare, lo sappiamo: il refuso nei comunicati di giudici sportivi che si ritrovano a dover motivare squalifiche di centinaia e centinaia di squadre in cinque categorie diverse non è certo gravissimo. Ma a volte si ha la sensazione che non si tratti di refusi. È il caso della Campania, dove compare una multa di 200 euro all’Atletico Pisciotta, di I Categoria, perché “durante lo svolgimento del secondo tempo sia i tesserati che i componenti delle panchine di entrambe le società iniziavano a contestare le decisioni adottate dal DDG che si vedeva costretto a richiamare a se gli allenatori ed il capitano delle squadre, invitandoli ad avere comportamenti di contestazione circa le sue decisioni”. Bene, il refuso capita, come detto… ma andando più avanti si legge di una multa da 100 euro all’Atletico Faiano, stessa categoria: “Durante lo svolgimento del secondo tempo sia i tesserati che i componenti delle panchine di entrambe le società iniziavano a contestare le decisioni adottate dal DDG che si vedeva costretto a richiamare a sé gli allenatori ed i capitani delle squadre, invitandoli ad avere comportamenti di contestazione circa le sue decisioni”. Non è un refuso: sono proprio gli arbitri che chiedono di essere contestati. De gustibus…

FINALMENTE! – Ogni squadra ha la sua bestia nera. E bestia nera nel Regno Unito è qualcosa di fortemente iconografico. Ma in questo caso Conan Doyle non serve: si parla di calcio e ogni squadra ha un arbitro con cui ha poca fortuna. Per il Leicester è Jon Moss, un incubo dai tempi di Ranieri. Ma col consueto stile, la squadra ha addirittura tributato Moss con un premio in occasione del suo ritiro avvenuto nell’ultima giornata di questa stagione: Vardy e Schmeichel gli hanno regalato una maglietta celebrativa. Il messaggio? “Thank You for retiring, Mossy”, “Grazie per esserti ritirato, Mossy”.

SEI ONESTO? TI SQUALIFICO – Che la giustizia sportiva possa essere bestiale non devono certo venire a insegnarlo da queste parti. Ma certe volte pure qui si rimane basiti. Accade infatti in Ghana che un calciatore, Hashim Musah, abbia origliato una conversazione dei suoi compagni in hotel, capendo che la partita che stavano per giocare era combinata e sarebbe finita 5 a 1. L’onesto Musah allora decide di farsi due autoreti facendo saltare i piani. Il risultato: una squalifica di due anni, mitigata a sei mesi per essersi fatto giustizia da solo e non aver denunciato l’accaduto.

AUTOMATISMI DA PERFEZIONARE – Da quando esiste questa rubrica, di invasioni bestiali ne abbiamo viste tante: cani che si fanno adottare da calciatori, gatti scomparsi ritrovati grazie al loro ingresso in campo, mucche, caprette. Stavolta a interrompere la partita con il solo e unico scopo di finire nella nostra rubrica sono stati i canguri. Già, perché i marsupiali hanno interrotto la partita tra Tuggeranong United e Wagga City Wanderers, ovviamente in Australia, correndo in campo come forsennati. A guardarli si nota, oltre a una tenuta atletica spaventosa, anche la capacità di mantenere la linea nel salire: fanno il fuorigioco molto meglio di tanti, le società ci pensino.

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