Spagnoli, inglesi, anche diversi italiani. L’entusiasmo al Montmeló è altissimo ancor prima dell’inizio del weekend. In tanti, già da giovedì, hanno preso di mira la pitlane del circuito catalano per fare foto a box e auto. E una volta comparso Carlos Sainz – mentre si concedeva una corsetta con suo cugino in pista – è scoppiato l’entusiasmo. L’ex McLaren vuole questa vittoria: per sé, il team, il suo pubblico, per riscattare un inizio difficile e rispondere al compagno, Charles Leclerc, in testa alla classifica e in duello solitario contro la Red Bull di Max Verstappen. “Ho aspettato molto e posso farlo ancora, ma trionfare nella gara di casa sarebbe la cosa migliore — ha detto lo spagnolo in un incontro con la stampa internazionale giovedì, nel paddock – la ricerca del mio primo successo continua a motivarmi e mi spinge a iniziare ad allenarmi già dalle sette del mattino. Insomma, ci penso continuamente, ma non è un’ossessione. Se non vincerò in Spagna, ci riproverò a Monaco, Baku e poi in Canada”.

Sainz e la salute: “F1 pensi anche alla salute dei piloti” – Nella sua lunga chiacchierata con la stampa, Sainz si è anche concentrato sull’aspetto fisico dei piloti di oggi, messo a dura prova alla guida di queste nuove monoposto a effetto suolo: “A Imola c’erano alcune sconnessioni che erano piuttosto fastidiose per il corpo, in generale penso che dovremmo interrogarci sul prezzo che un pilota deve pagare in termini di salute guidando queste nuove vetture per una carriera intera — ha detto — i regolamenti che abbiamo sono già molto validi, ma dobbiamo davvero correre con vetture così pesanti e soprattutto così rigide che impongono sollecitazioni severe al collo e alla schiena?”. Quest’anno “mi sento molto più rigido nelle articolazioni — ha aggiunto — certo, lo spettacolo è importante, così come lo sono gli interessi dei team. Ma nel quadro generale dovrebbe essere messa anche la salute dei piloti nel lungo periodo”.

GP Barcellona, gestione delle gomme fondamentale – Ancora poche ore, poi parlerà la pista. E quella di Barcellona è una di quelle storiche e più conosciute dai piloti. Un tracciato veloce nelle prima parte, dato il lungo rettilineo iniziale (di 1.047 metri), e soprattutto molto tecnico nella terza. Quest’ultima, di norma, è in grado di determinare l’andamento delle monoposto nel corso della stagione, perché mix di differenti caratteristiche. Nonché una chiave importantissima per la gestione degli pneumatici, uno dei punti che determinerà il vincitore della tappa spagnola. Rispetto alla metà di febbraio, quando (come di consuetudine) in Catalogna si sono svolti i primi test di stagione, le gomme scelte per questa gara sono la C1 (la bianca dura), la C2 (gialla media) e la C3 (la rossa Soft), ovvero il set più duro Pirelli. Nulla a che vedere con le mescole centrali portate tre mesi fa, quando il clima erano nettamente più rigido rispetto ad ora, con il sole a fare da padrone e temperature che potrebbero toccare i 30 gradi. Dunque il degrado sarà decisivo, nel bene o nel male, per tutte le scuderie.

Ferrari, la velocità tra le curve medio-alte un fattore a favore – 4.675 metri per 66 giri di gara, lungo la pista di Barcellona, secondo i dati forniti dalla Brembo (azienda italiana che fornisce gli impianti frenanti al Circus), si decelera per circa il 17% del tempo sul giro. Se il secondo e soprattutto il terzo settore sono molto tecnici e meno veloci rispetto al lungo rettilineo iniziale in cui si arriva con una velocità iniziale di 330 km/h e una di uscita di 157, l’altro aspetto molto importante per ogni monoposto è la necessità di trovare il giusto carico aerodinamico (medio-alto per questo tracciato) e un’adeguata trazione in uscita di curva, con le curve 3 e 9 molto impegnative in ingresso per i piloti e altrettanto per il carico sugli pneumatici. Le attese sembrano quindi premiare la Ferrari, in questo inizio di stagione molto veloce nelle curve da medio-alto carico rispetto alla Red Bull, più adatta alle curve lente e una scheggia sul dritto.

Gli aggiornamenti Ferrari e Red Bull previsti a Barcellona – Il Gp di Barcellona è anche il momento della stagione in cui molti team di F1 portano i primi importanti aggiornamenti di stagione. E anche qui gli occhi sono tutti sulla Ferrari, in Spagna con più di una novità. Soprattutto nella zona del diffusore e del fondo dove si prevedono modifiche alla parte laterale. Oltre a una vettura che dovrebbe essere ‘più fina’ ai lati, con lo scopo di ridurre la resistenza all’avanzamento in favore di un plus di cavalli sul rettilineo. Il tutto per rispondere a una Red Bull superiore sia a Imola che a Miami e che potrebbe arrivare ancora più ‘dimagrita’ dopo i circa 4 kg persi nelle ultime due gare — e con nuovi accessori legati alla parte di raffreddamento del motore — grazie a componenti più leggeri arrivati in pista dalla sede britannica di Milton Keynes. “Il pacchetto aggiornamenti ci consentirà di ottenere probabilmente migliori prestazioni — ha confermato sempre Sainz nell’intervista con la stampa a Barcellona — Il porpoising (il saltellamento sul dritto, ndr)? A Miami il miglior Gp nella gestione. Imola e Melbourne quelli peggiori, siamo curiosi di vedere se abbiamo tolto il problema”.

Mercedes, o si svolta o si pensa al 2023 – Curiosità, infine, anche per la Mercedes che si presenta anche lei con modifiche nella zona del fondo. Secondo le indiscrezioni trapelate nelle ultime ore, per il team di Brackley Barcellona sarà una sorta di crocevia della stagione: o la vettura avrà un miglioramento deciso per avvicinarsi alla battaglia Red Bull-Ferrari oppure si punterà con decisione (e senza sprecare tempo) allo sviluppo della monoposto 2023. Il sogno sarebbe quello di vedere una lotta a tre per il titolo mondiale che ci tenga incollati allo schermo, come accaduto fino all’ultimo giro dello scorso anno. Mentre si attende di capire come sarà il weekend di Lewis Hamilton e George Russell, si parte con le prime libere: le FP1 sono in programma dalle 14 alle 15, le FP2 dalle 17 alle 18.

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