Doveva essere il vertice per una tregua prima delle amministrative, si è trasformata nell’ennesima resa dei conti. Eppure nel centrodestra ci hanno provato a salvare le apparenze: subito dopo l’incontro ad Arcore Silvio Berlusconi e Matteo Salvini si sono affrettati a dire che “tutto andava benissimo” e addirittura l’ex premier si è presentato davanti ai cronisti che dire che “solo un pazzo manderebbe all’aria la coalizione”. A rompere il clima di concordia ci ha pensato Giorgia Meloni: tempo neanche due ore dalla fine del vertice, Fdi ha diffuso una nota glaciale: “L’unità non basta declamarla”, recita il testo di poche righe. Una mossa che ha provocato subito la reazione di Berlusconi che, si sono affrettate a far sapere fonti interne, ha accolto con sorpresa e irritazione la nota. Non senza ricordando che “Berlusconi ha regalato ai leader alleati due dipinti della sua collezione di quadri raffiguranti la Madonna con il bambino”. Come a dire che, nella sua testa, l’obiettivo ero quello di stipulare quanto meno una tregua.

I leader del centrodestra non si vedevano tutti e tre insieme addirittura da gennaio scorso. E il faccia a faccia si è reso necessario a poche settimane dalle elezioni amministrative: i tre leader sono riusciti a sedersi di nuovo intorno allo stesso tavolo per cercare una sorta di tregua. L’appuntamento era a Villa San Martino, intorno alle 14. Salvini è stato il primo ad andare via per altri impegni a Roma, mentre la leader Fdi Meloni è rimasta per un’altra ora abbondante. Insieme al leader del Carroccio c’era anche il vicepresidente Roberto Calderoli.

I problemi sono cominciati ad emergere non appena terminato l’incontro. Salvini ha lasciato Arcore dicendosi “molto soddisfatto”. “È un’ottima giornata”, ha fatto trapelare. Poco dopo Berlusconi ha rincarato la dose: “Se siamo uniti? Certamente, assolutamente. E’ così evidente che se si disunisse perderemmo le elezioni, solo un pazzo potrebbe pensare di mandare all’aria questa coalizione“. E ancora: “Il centrodestra così com’è funziona, aggiorneremo il programma e avremo ancora un programma unico, la coalizione va avanti spedita”. Glaciale invece la nota diffusa da Fratelli d’Italia al termine del vertice. “È sicuramente positivo essersi incontrati ma l’unità della coalizione non basta declamarla. Occorre costruirla nei fatti. Su 26 città capoluogo sono solo 5, ma purtroppo importanti, le città in cui il centrodestra andrà diviso al primo turno ma restano ancora diversi nodi aperti”. Fdi non digerisce poi il mancato appoggio degli alleati in Sicilia: “A partire dalla non ancora ufficializzata ricandidatura del presidente uscente Nello Musumeci in Sicilia, su cui la personale dichiarata disponibilità di Silvio Berlusconi si è fermata di fronte alla richiesta di Matteo Salvini di ritardare l’annuncio del candidato”.

Molto diversa la versione di Berlusconi. “Abbiamo parlato di come sono andate le scelte dei candidati per le prossime elezioni amministrative”, ha detto alla fine del vertice. “Nelle cinque città dove non è stato trovato l’accordo, è stato per pure contrapposizioni locali, persona contro persona”. Trovare l’accordo ad eventuali ballottaggi “è l’impegno di tutti i leader presenti al tavolo”.

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