Al mattino, in un’intervista al Corriere della Sera, si era proposto come “elemento di stabilità” nel governo. Al pomeriggio, però, Matteo Salvini è il primo a riaprire il conflitto interno e a farlo sull’allargamento della Nato a Finlandia e Svezia. “Io sono per fare di tutto per avvicinare la pace – ha detto a margine della conferenza programmatica del partito in corso a Roma – Allargare i confini della Nato ai confini della Russia avvicina o allontana la pace? Lascio a voi giudicare. Io sono concentrato sull’oggi. E l’oggi non è l’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato, ma convincere o costringere Ucraina e Russia a tornare a parlarsi. Poi dell’allargamento dell’Ue, con l’ingresso dell’Ucraina, e delle adesioni alla Nato di Finlandia e Svezia avremo modo di parlare nei prossimi mesi”. Il primo a replicare è stato il deputato e responsabile Sicurezza del Pd Enrico Borghi: “Fino a qui, Salvini con un irenico e generico pacifismo, aveva politicamente buttato la palla in corner su Ucraina”, ha scritto su Twitter. “Se ora si schiera contro l’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato, fa direttamente un assist a Putin aiutandolo esplicitamente”.

Ieri sul tema aveva parlato il leader M5s Giuseppe Conte che aveva rivelato l’apertura del M5s: “Bisogna essere molto comprensivi ragionando di Finlandia. La loro richiesta va compresa e valutata con attenzione: credo sia comprensibile che voglia sentirsi rassicurata dall’adesione alla Nato. È chiaro che può avere delle implicazioni ma non mi sento di offrire una risposta negativa di fronte ad un interesse così vitale espresso dalla Finlandia”.

“Gli italiani e gli europei vogliono la pace: la Lega ed io personalmente siamo pronti ad ogni sforzo e ad incontrare ogni possibile interlocutore”, aveva dichiarato Salvini al Corriere della Sera. “Con un’iniziativa europea che parta dai tre grandi Paesi fondatori dell’Unione: Italia, Francia e Germania. L’Italia ha l’autorevolezza per farsi promotrice di questa iniziativa, con l’obiettivo di spingere le parti a negoziare”, prosegue. I 5 Stelle chiedono di votare sul discorso che il premier Draghi farà al Senato il 19 maggio. “Quando il Parlamento si esprime è sempre positivo, tuttavia in un momento difficile come questo la Lega intende proporsi come un elemento di stabilità. Riteniamo giusto innanzitutto sentire cosa ha da dire il presidente del Consiglio, e comprendere qual è la sua strategia circa la ‘posturà che l’Italia dovrebbe assumere, nel caso in cui la guerra si prolungasse. Poi faremo le nostre valutazioni politiche”. A chi rinfaccia alla Lega ambiguità con la Russia, Salvini replica che “la nostra posizione è chiara: abbiamo condannato senza se e senza ma l’invasione dell’Ucraina. Abbiamo votato lealmente con il governo. La guerra ha cambiato rapporti e giudizi, ma occorre lavorare per ricostruire relazioni diplomatiche, commerciali, culturali. In questo seguiamo la miglior politica estera italiana dal dopoguerra fino a Berlusconi e Prodi.

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