Crescono significativamente i detenuti, acuendo il sovraffollamento delle nostre carceri. Ma non solo. Accanto a ciò, preoccupa l’alto tasso di suicidi: già 21 al 23 aprile del 2022 (quando nell’intero 2021 erano stati 57). Anche quest’anno Antigone – l’associazione italiani per i diritti dei detenuti – ha pubblicato il suo rapporto sullo stato di salute del sistema penitenziario del nostro Paese. È il 18esimo e, oltre ai numeri e alle percentuali, offre riflessioni critiche “per costruire una comune visione costituzionale della pena”.

Dal mare di dati offerti dal report, ne emergono due destinati ad avere un’eco maggiore degli altri. Il primo, come anticipato, riguarda il numero dei detenuti, che è cresciuto nuovamente. Si è passati dalle 53.364 presenze della fine del 2020 – calo coinciso con il primo anno della pandemia – alle 54.134 di dicembre 2021, ai 54.609 di fine marzo 2022. Il tasso di affollamento ufficiale è del 107,4%, ma, precisa Antigone, quello “reale” è certamente più alto. Seppur sottostimato, in due regioni tende a superare la media: in Puglia è al 134,5 per cento, in Lombardia al 129,9 per cento.

L’associazione spiega che “quello che chiamiamo sovraffollamento è probabilmente anche il frutto dell’inadeguatezza dell’offerta trattamentale e di una carcerazione che acutizza i problemi anziché risolverli. Sovraffollamento e inadeguatezza sono probabilmente due facce della stessa medaglia”. Da qui, il tasso di recidiva chiarirebbe la composizione all’interno delle carceri: “Al 31 dicembre 2021, dei detenuti presenti nelle carceri italiane, solo il 38 per cento era alla prima carcerazione. Il restante 62 per cento in carcere c’era già stato almeno un’altra volta. Il 18 per cento c’era già stato in precedenza 5 o più volte“. A tal proposito, la ricaduta nel reato varia a seconda del detenuto: “La percentuale di chi ci è stato più volte – sottolinea – cala per gli stranieri, ma sale preoccupantemente per gli italiani, per i quali si immagina che i percorsi di reinserimento sociale siano più facili”.

Nella voce ‘suicidi e autolesionismo‘ sono invece contenute le analisi relative al secondo aspetto degno di nota. Sono 21 i suicidi al 23 aprile 2022: un cifra allarmante, se si pensa che, in tutto il 2021, erano stati 57. L’Italia, secondo Antigone, “è tra i Paesi europei con il più alto tasso di suicidi nella popolazione detenuta, mentre è tra i Paesi con il tasso di suicidio più basso nella popolazione libera“. L’associazione, nel suo rapporto, cita anche un documento dell’Organizzazione mondiale della sanità, secondo il quale “il tasso di suicidio in Italia nel 2019 era pari a 0,67 casi ogni 10mila persone. Nello stesso anno, il tasso di suicidi in carcere era pari a 8,7 ogni 10mila detenuti: questo significa – conclude – che i casi sono 13 volte in più rispetto alla popolazione libera“.

Articolo Precedente

Matrimoni forzati, perché la Legge Saman è una luce nel buio per le seconde generazioni

next
Articolo Successivo

Detenuti, l’ultimo rapporto Antigone parla chiaro: il carcere non reinserisce e va ripensato

next