Un’associazione culturale campana chiede di revocare il premio Ischia a Toni Capuozzo “poiché gli orientamenti palesati dal giornalista-scrittore contrastano coi principi a cui il riconoscimento s’ispira”. Il motivo? Le perplessità sollevate dallo storico inviato di guerra sulle immagini del massacro di Bucha. Nel corso della trasmissione Quarta Repubblica su Rete 4, Capuozzo aveva espresso dubbi sul fatto che le foto dei cadaveri per le strade avessero iniziato a circolare solo dopo qualche giorno dalla liberazione della città alle porte di Kiev, notando – tra le altre cose – che le dichiarazioni rese dal sindaco subito dopo il ritiro dei russi non menzionavano morti. Secondo l'”associazione eco-culturale Pan Assoverdi Salvanatura” si tratta di “gratuite e surreali dichiarazioni (sulla falsariga dei comunicati del Cremlino) tese ad ingenerare dubbi sulla strage“, che – scrivono in comunicato stampa – è “corroborata dall’UE, dai funzionari del Trib. Penale dell’Aja, da decine di testimoni oculari, dai mass media di tutto il mondo e da immagini satellitari”.

L’ente premette di aver sempre nutrito, “in passato“, stima per “l’anziano ed esperto giornalista friulano”, ma sentenzia che le sue affermazioni “creano imbarazzo e sconcerto per la categoria dei giornalisti (se gli ucraini fossero in grado di falsificare immagini così icastiche, meriterebbero il premio Oscar per gli effetti speciali!) e costituiscono un messaggio devastante per le giovani generazioni, che vedevano in Capuozzo un modello di riferimento di alta credibilità“. E per questo chiede la revoca del riconoscimento concesso nel giugno 2011, “destinato a professionisti prestigiosi, i quali hanno sempre onorato i valori deontologici “al servizio della verità oggettiva, della corretta informazione, del progresso civico e socio-culturale della collettività”. Quale – secondo loro – Capuozzo non è, nonostante gli anni sui teatri di guerra di tutto il mondo. Una provocazione a cui l’ex inviato risponde con un secco messaggio su Facebook: “Pronto a restituirlo, datemi il tempo di ritrovarlo. Dhl va bene? Chiedo solo piccola rettifica: non erano frasi pro Putin. Pro ricerca della verità, piuttosto”, scrive.

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