In occasione della settimana della “Scientist Rebellion“, che prevede azioni di disobbedienza civile non violenta in 23 Paesi del mondo per protestare contro il cambiamento climatico, un gruppo di attivisti di Extinction Rebellion si è incatenato ai cancelli dell’Università La Sapienza, per condannare gli accordi tra l’ateneo e i colossi Eni e Leonardo Spa. Con cartelli, bandiere e un piccolo ‘distributore’ Eni con la scritta ‘Fake Green’, i manifestanti, dalle 8 di questa mattina, mercoledì 6 aprile, hanno distribuito volantini agli studenti universitari. “L’incontro con il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani – spiega uno dei ragazzi incatenati – non è stato soddisfacente, perché lui è stato molto paternalista nei toni. Inoltre, alle parole non sono seguiti molti fatti.” La direzione in cui sta andando adesso l’Italia, denunciano gli attivisti, prevede il ritorno al carbone e un uso massiccio dei combustibili fossili, che sono all’origine delle crisi attuali, compresa la guerra Russo-Ucraina. Dopo circa due ore dall’inizio della protesta sono arrivate le forze dell’ordine che hanno portato via di peso gli attivisti.

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