Giuseppe Conte non rinnega l’aver appoggiato l’invio dell’armi all’Ucraina, “decisione che non è stata presa a cuor leggero”, ma chiede di lavorare per la “de-escalation” e annuncia: “Il M5s voterà contro un eventuale aumento delle spese militari”. La presa di posizione del leader 5 stelle è destinata a fare molto rumore sia dentro la maggioranza che nel Movimento. L’ex premier infatti, intervistato da la Stampa, alla domanda se è pronto ad andare fino in fondo anche se questo “provocasse la caduta del governo Draghi”, ha replicato: “Ognuno farà le sue scelte”. Parole che hanno allarmato innanzitutto gli alleati dem. “È chiaro che è una scelta delicata per tutti”, ha detto la capogruppo Pd Debora Serracchiani su Radio24, “ma è altrettanto delicato sapere che in questo momento non puoi permetterti di mettere in difficoltà un governo che sta affrontando dei passaggi delicatissimi”. Alla deputata ha ribattuto il vice di Conte Michele Gubitosa: “Dico alla collega di pensare a non mettere in difficoltà il Paese con l’aumento delle spese militari”, ha dichiarato all’agenzia Adnkronos. Mentre il segretario dem Enrico Letta, poco dopo, ha cercato di placare le tensioni: “Non credo ci saranno problemi su questi temi”, ha detto a margine del Congresso Anpi di Riccione. “Sono convinto che parlando e discutendo troveremo le soluzioni, questo è un momento in cui c’è bisogno di essere molto uniti e determinati”.

L’intervista di Conte – Conte ha deciso di esporsi sul tema in una lunga intervista a la Stampa, annunciato che se il governo dovesse chiedere di nuovo di incrementare le spese militari, il Movimento 5 stelle voterebbe contro. “È stato giusto”, ha detto, “offrire aiuti anche militari per esercitare la legittima difesa. Diversamente avremmo abbandonato la popolazione ucraina a se stessa e alla sopraffazione di una aggressione militare del tutto ingiustificata”. Il riferimento è proprio al voto che c’è stato nei giorni scorsi in Parlamento sull’invio di armi a Kiev. Poi, però, ha sottolineato di essere “un pacifista convinto. La decisione di appoggiare l’invio delle armi non è stata presa a cuor leggero e non cambia il fatto che continueremo a lavorare senza sosta per un una soluzione diplomatica del conflitto”. Alla domanda se investire il 2% del Pil in armi sia un errore, Conte ha risposto che “la soglia del 2% è frutto di un impegno preso nel 2014 che non può essere cancellato e che io stesso non ho rinnegato quando ero presidente del Consiglio. Però mi sono impegnato a rivedere i criteri di calcolo in modo da tenere conto anche dei costi politici e immateriali che comportano le nostre missioni all’estero”.

Pochi giorni fa alla Camera anche i 5 stelle hanno votato sì all’aumento delle spese per la Difesa: si passerà, secondo i dati dell’Osservatorio Milex, da una spesa di 26 miliardi (68 milioni al giorno) a 38 miliardi annui (104 milioni al giorno). I 5 stelle si sono pentiti di quel voto? “La questione è un’altra. In un momento come quello attuale di caro-bollette, dopo due anni di pandemia, e con la recessione che si farà sentire sulla pelle di famiglie e imprese, non si capisce per quale motivo le priorità debbano essere le spese militari”, ha detto il leader dei 5 stelle. E quindi Conte spiega che i 5 stelle non potrebbero “assecondare un voto che individuasse come prioritario l’incremento delle spese militari a carico del nostro bilancio nazionale. In questo caso il Movimento non potrebbe fare altro che votare contro“. Anche se ciò potrebbe provocare la caduta del governo di Mario Draghi? “Ognuno farà le sue scelte. Ma confido che anche il progetto di rafforzamento della difesa europea sia portato avanti con ponderazione, al fine di razionalizzare le spese e non moltiplicarle, e comunque attraverso uno sforzo comune europeo”.

Sulle assenze in Parlamento durante il discorso del presidente ucraino Zelensky, poi, Conte ha fatto notare come ci siano state “defezioni da parte di tutte le forze politiche”. E sul dissenso espresso dal senatore Vito Petrocelli, presidente della commissione Esteri del Senato, annuncia: “Si porrà fuori dal Movimento non per la specifica questione delle armi – evidenzia -, ma perché ha anticipato di non voler più accordare la fiducia a qualsiasi provvedimento adotterà il governo”. Parlando poi del pericolo nucleare Conte ribadisce la sua posizione: “Si tratta di uno scenario talmente catastrofico per l’umanità che la risposta non può essere riposta in maggiori investimenti militari”. E aggiunge: “Dobbiamo lavorare tutti per la de-escalation e per uno sbocco pacifico non solo di questo conflitto ma anche delle altre decine diffuse nel pianeta”.

La reazione M5s e la discussione sull’ordine del giorno – Tra i primi a esporsi a favore del capo politico, c’è stato l’ex deputato M5s Alessandro Di Battista che da alcune settimane dimostra una rinnovata intesa con l’ex premier: “Mi è capitato di criticare Conte in passato e non ho problemi a farlo quando lo reputo necessario”, ha detto all’agenzia Adnkronos, “ma attaccarlo perché ha detto che si oppone all’aumento delle spese militari vuol dire ignorare il Programma con cui il M5s si è presentato alle ultime elezioni politiche. A Conte dico di andare avanti: su queste battaglia, se fatte fino in fondo, avrà sempre il mio sostegno”.

Ieri si è riunita l’assemblea dei senatori M5s per discutere dell’ipotesi di presentare un ordine del giorno al dl Ucraina in cui si conferma l’impegno ad aumentare gli investimenti per le spese militari, ma in via subordinata alla soluzione di altre emergenze come quella del caro-prezzi e del caro-energia. Al momento sembra che il leader abbia chiesto di frenare l’iniziativa, per evitare ulteriori tensioni nella maggioranza. Proprio nel corso dell’assemblea inoltre, era emersa la necessità di non contraddire il documento già votato alla Camera dal M5s e quindi la soluzione trovata sarebbe quella di indicare una “premessa” sull’urgenza prioritaria di altri interventi. Sulla questione viene per altro segnalata la posizione di Vito Crimi che, si racconta, si sarebbe espresso nelle chat di gruppo in modo deciso contro l’aumento delle risorse per le spese militari. Ma le tensioni nel Movimento rimangono molto alte e subito dopo l’annuncio di Conte, non sono mancate alcune reazioni in chat di chi invece teme proprio “la caduta del governo” prima della scadenza naturale.

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