Fatevela a remi“. Così si è sentito rispondere il capitano di un mega yacht di proprietà di un oligarca russo quando attraccando in un porto norvegese ha tentato di fare rifornimento di carburante, ma la gente del posto si è ripetutamente rifiutata di venderglielo. Si tratta del Ragnar, di 68 metri, di Vladimir Strzhalkovsky, ex agente del Kgb e conoscente di lunga data di Vladimir Putin, ex viceministro dell’Economia che è rimasto a secco ed è di fatto bloccato nel porto di Narvik, nella Norvegia settentrionale. Strzhalkovsky si era affermato come amministratore delegato della società mineraria Norils Nickel, che opera nell’estrazione del metallo. Al momento delle dimissioni, nel 2012, prese una buonuscita di 100 milioni di dollari: all’epoca fu la più alta mai assegnata in Russia.

Il capitano dell’imbarcazione Rob Lankester, riferisce il Guardian, dice di essere un ex Royal Marine britannico e ha accusato le autorità norvegesi di discriminazione, dicendo che il proprietario dello yacht non è nell’elenco delle sanzioni e che né lui, né il suo equipaggio di 15 uomini, sono russi. Nemmeno lo yacht è russo, in quanto, dice, è registrato a Malta e naviga sotto bandiera maltese. Alla replica del comando dello yacht è stato di nuovo risposto che in alternativa ai remi potevano eventualmente “alzare le vele“. Solo che il Ragnar è una imbarcazione a motore.

Il Ragnar è dotato di uno scafo rompighiaccio ed è attrezzato per l’esplorazione polare. Altri servizi includono un eliporto, una piscina, una palestra, un mezzo anfibio “BigBo”, attrezzatura per l’eliski, quattro moto d’acqua, un’isola multiuso e uno scivolo gigante, come scrive la rivista specializzata Boat International.

Articolo Precedente

Guerra Russia-Ucraina, Turchia parla di intesa su quattro punti: ma la “denazificazione” è solo simbolica, il problema sono Donbass e Crimea

next
Articolo Successivo

Guerra Russia-Ucraina, palazzo sventrato dalle bombe a Kiev: l’inquilino raccoglie i suoi effetti personali

next