“La quota di gas” dalla Russia “è aumentata molto negli ultimi 10-15 anni” ma “guardando i dati degli ultimi anni quello che trovo incredibile, che è veramente straordinario è che sia aumentata anche dopo l’invasione della Crimea: dimostra una sottovalutazione del problema energetico ma anche di politica estera, internazionale”. A dirlo, durante il question time alla Camera, è stato il presidente del Consiglio Mario Draghi, rispondendo a un’interrogazione presentata dalla deputata di Italia Silvia Fregolent. Un rilievo diretto evidentemente ai governi precedenti, costituiti – come noto – da vari partiti: Pd, e in particolare a trazione renziana, ma anche M5s. E chi ha applaudito a questa frase pronunciata in Aula? Il resoconto stenografico recita: M5s, Pd, Italia Viva (e Coraggio Italia che però è formata in gran parte da ex di Forza Italia, partito guidato dall’amico di Putin).

L’invasione della Crimea è avvenuta nel febbraio 2014. E chi ha governato proprio dal febbraio 2014? Dal 22 di quel mese e per circa due anni e mezzo il presidente del Consiglio è stato Matteo Renzi, che nello stesso periodo (e oltre) è stato anche segretario del Partito Democratico. Poi, nel 2017, a Palazzo Chigi è stata la volta di Paolo Gentiloni, praticamente con gli stessi componenti dell’esecutivo. Infine nel 2018 è iniziata l’esperienza al governo, che ancora dura, dei 5 Stelle.

Secondo i dati del ministero della Transizione ecologica nel 2014 dalla Russia sono stati importati poco più di 26 milioni di metri cubi di gas, nel 2015 la cifra è salita a 27,6 miliardi, nel 2016 l’import di gas russo è lievemente calato a 26,8 miliardi per poi schizzare a 33,1 miliardi di metri cubi nel 2017. Nel 2018 il trend è rimasto in linea (32,8) per poi lievitare ancora nel 2019 (33,4). Fino al 2020 quando il consumo di gas russo è sceso anche per effetto della pandemia.

Il passaggio del premier sulla “sottovalutazione” in materia di “politica estera” dei governi dal 2014 a oggi, dopo essere stato sottolineato dall’incredibile applauso di Pd, Italia Viva e M5s, è stato conseguentemente ignorato dal successivo intervento in replica della capogruppo Maria Elena Boschi che si è felicitata che il presidente del Consiglio abbia parlato di “nucleare pulito” e poi se l’è presa contro la “politica dei no a prescindere che negli anni ha fermato la realizzazione di molte opere. Assistiamo alla prodigiosa conversione di molti gruppi politici su questi temi. Senza far polemica, però, dobbiamo anche dire che se oggi abbiamo il Tap, questo è stato per la determinazione e l’insistenza di governi di cui ho fatto parte. Con altrettanta onestà, dobbiamo ricordare che quando otto anni fa presentammo lo Sblocca Italia, venimmo massacrati mediaticamente, ricevendo ogni forma di offesa e minaccia”.

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