La normalità delle tangenti. Ad Ercolano (Napoli) un luogotenente dei vigili urbani, Francesco Tempesta, ed un geometra libero professionista, Vincenzo Rocco, sono stati arrestati e messi ai domiciliari perché sanavano abusi edilizi in cambio di denaro sull’unghia, “instillando nel richiedente il convincimento di una prassi ‘normale’ e da tutti seguita”, scrive il giudice per le indagini preliminari. L’accusa formulata dalla Procura di Napoli guidata da Giovanni Melillo, frutto di meticolose indagini dei carabinieri di Torre Annunziata iniziate nell’ottobre 2020, è induzione indebita a dare o promettere utilità. Gli abusivisti hanno versato ai due dai 500 ai 1500 euro per ottenere rapidamente la risoluzione dei loro ‘problemi’.

L’ordinanza del Gip di Napoli indica almeno tre casi: un manufatto abusivo, il tetto di un capannone, un pub. Chi capitava a tiro della coppia pagava, senza fare storie. Ed infatti il magistrato evidenzia “la natura seriale dei reati contestati, connotati da un identico e ben collaudato modus operandi”, con “il carattere organizzato e preordinato della condotta, spesso posta in essere con la complicità di soggetti compiacenti, solo in parte individuati”. Alla base di questa valutazione, una imponente mole di intercettazioni telefoniche e telematiche indicate come fonti di prova.

Il pm avrebbe voluto arrestare anche un altro vigile urbano e un dipendente dell’ufficio tecnico, ma il gip ha ritenuto insussistenti le esigenze cautelari perché i due si sono prestati a falsificare atti “prestando acquiescenza al modus operandi” ed apparendo “nettamente subordinati” rispetto a Tempesta. Inoltre secondo il giudice la notizia delle indagini in corso con “l’inevitabile pubblicità negativa in un ambiente ristretto (…) sortirà un sicuro effetto deterrente per gli indagati rispetto alla ripetizione di ulteriori condotte di reato”.

Il pacchetto offerto da Tempesta e Rocca prevedeva il dissequestro delle opere abusive, la rapida trattazione delle pratiche per regolarizzarle, la cessazione dei sopralluoghi nei cantieri, la falsificazione dei rapporti. Oltre all’induzione indebita, si ipotizzano i reati di falso, omissione d’atti d’ufficio, traffico di influenze illecite e rivelazione di segreto. In un caso il presunto abusivista è stato informato delle denunce a suo carico in un momento in cui dovevano rimanere ancora coperte dal segreto investigativo.

Ce n’è abbastanza per far infuriare il sindaco Iv Ciro Buonajuto che annuncia l’immediata apertura di una indagine disciplinare: “Quanto accaduto non ammette scusanti e non tollereremo che atti del genere restino impuniti – dichiara il primo cittadino – e parallelamente all’inchiesta penale, anche l’amministrazione avvierà un procedimento disciplinare per fare chiarezza sul comportamento del dipendente. Il rispetto della legalità resta un elemento fondante della nostra azione Amministrativa e il comando dei vigili anche in questa occasione ha dimostrato dì avere gli anticorpi per isolare chi si è reso protagonista dì presunti comportamenti contrari alla legge. Come già avvenuto in passato, ci costituiremo parte civile a tutela degli interessi patrimoniali, morali e di immagine del Comune. Ma anche per difendere e tutelare la polizia municipale e tutti quei dipendenti che svolgono con dedizione le proprie mansioni”.

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