Il Giorno del Ricordo e “la conoscenza di quanto accaduto possono aiutare a comprendere che, in quel caso, la ‘categoria’ umana che si voleva piegare e culturalmente nullificare era quella italiana. Poco tempo prima era accaduto, su scala europea, alla ‘categoria’ degli ebrei”. Il paragone arriva da una delle voci più autorevoli del ministero dell’Istruzione, il capo del dipartimento per il sistema educativo Stefano Versari.

Il braccio destro del ministro Patrizio Bianchi lo ha messo nero su scritto in una lettera indirizzata ai coordinatori didattici di tutt’Italia e ai dirigenti degli uffici scolatici regionali che si sono ritrovati nella casella postale la nota del dirigente di viale Trastevere con oggetto “10 febbraio 2002 Giorno del ricordo – opportunità d’apprendimento”. Uno “scivolone” storico, quello di Versari, che ha fatto sobbalzare sulla sedia il presidente dell’Associazione nazionale partigiani Gian Franco Pagliarulo che in una nota alla stampa “chiede urgenti lumi al ministro dell’Istruzione sulla comparazione che consideriamo storicamente aberrante e inaccettabile”.

Il ministro ha poi replicato con una nota: “Ogni dramma ha la sua unicità – ha scritto – va ricordato nella sua specificità e non va confrontato con altri, con il rischio di generare altro dolore“. Bianchi ha telefonato alla presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, e al presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, ricordando che il ministro e il ministero sono da sempre impegnati nella memoria della Shoah. Ma al momento non è stato annunciato nessun provvedimento nei confronti di Versari.

“Il ministro mi ha informato – spiega Gian Franco Pagliarulo – della nota che stava inviando alla stampa. Ha voluto leggermela. Ha sottolineato l’unicità degli eventi e la mancanza di nessi tra l’uno e l’altro. In sostanza Bianchi ha preso in maniera esplicita le distanze dalle dichiarazioni del suo capo dipartimento. Sono soddisfatto“. “D’altro canto non avevo dubbi sull’ equilibrio del ministro rispetto alle tragedie che hanno toccato l’umanità”, conclude il presidente Anpi.

Nella circolare – anticipata da Repubblica.it – che sta girando anche in Rete tra gli addetti ai lavori, il capo dipartimento, mette insieme senza alcuna contestualizzazione e senza citare alcun dato e alcun riferimento storiografico la tragedia della Shoah e la vicenda delle Foibe. Da una parte, oltre sei milioni di ebrei sterminati dai nazifascisti dall’altra circa 6mila persone vittime di Tito.
Ma non solo. L’uomo del ministro Bianchi nella missiva, dopo aver citato gli ebrei e gli italiani scrive: “Pochi decenni prima ancora era toccato alla “categoria” degli armeni. Eppoi? Sempre vicino a noi, negli anni novanta, vittima è stata la “categoria” dei mussulmani di Srebrenica… non serve proseguire”.

Versari è un fedelissimo di Bianchi che, una volta diventato ministro, lo ha chiamato personalmente a dirigere l’importante ufficio. Versari, con una laurea alle spalle in ingegneria, dal 2014 all’inizio del 2021 è stato il capo dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna, patria del ministro che lì è stato per anni assessore regionale all’Istruzione. In passato Versari era stato anche presidente dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche (Agesc).

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