La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi viene inserita fra i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica italiana. La Camera ha definitivamente approvato la proposta di legge costituzionale che modifica due articoli della Carta, il 9 e il 41. L’articolo 138 della Costituzione stabilisce la soglia dei due terzi dei componenti nella seconda deliberazione di ciascuna Camera per evitare il referendum costituzionale. E il testo, approvato già lo scorso 3 novembre al Senato con la maggioranza dei due terzi, in seconda lettura a Montecitorio è passato con 468 voti a favore, uno contrario e sei astenuti. Superata la soglia, dunque, anche a Montecitorio: il testo entrerà subito in vigore. Il provvedimento venne presentato a inizio legislatura dal M5s (a prima firma del senatore Gianluca Perilli) e proprio la garanzia di Mario Draghi che si sarebbe andati avanti sul tema fu tra le condizioni poste dai 5 stelle per sostenere il governo. “È una giornata storica per il Paese che sceglie la via della sostenibilità e della resilienza nell’interesse delle future generazioni”, ha twittato l’account di Palazzo Chigi in serata. Poco prima aveva parlato anche il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, in Aula al momento del voto: “Penso che sia una giornata epocale”, ha detto. In effetti, tra commenti politici e di associazioni c’è soddisfazioni, ma anche la consapevolezza dei passi da compiere perché la tutela si concretizzi. E non manca qualche frecciata polemica.

Le modifiche approvate – L’articolo 9 fa parte degli articoli ‘fondamentali’ della Costituzione. E recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Ora al testo si aggiunge la tutela di ambiente, biodiversità ed ecosistemi “anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato – continua – disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”. Per Cingolani si tratta di “un passaggio imprescindibile per un Paese come l’Italia che sta affrontando la propria transizione ecologica. Per le azioni che facciamo oggi e per le conseguenze che ci saranno in futuro sulle prossime generazioni – ha detto – questa conquista è fondamentale e ci permette di avere regole ben definite per proteggere il nostro pianeta”. L’articolo 41, invece, stabilisce che “l’iniziativa economica privata è libera”, specificando che “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. Nero su bianco, con la riforma, anche il divieto di recare danno “alla salute” e “all’ambiente”. La legge, inoltre, determina i programmi e i controlli opportuni “perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali” e, recita ora l’articolo, “ambientali”. Le modifiche introdotte dal progetto di legge costituzionale approvato, infine, stabiliscono una clausola di salvaguardia per l’applicazione del principio di tutela degli animali negli Statuti speciali delle Regioni Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta e delle Provincie del Trentino-Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia.

I commenti politici, tra proposte di legge e critiche al governo – Grande soddisfazione ha espresso il ministro delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili (Mims), Enrico Giovannini che – come previdente dell’Asvis – era stato tra i promotori dell’inserimento della norma nella Carta Costituzionale. “Si tratta di un passaggio storico. Un segnale chiaro del Parlamento che dovrà essere un faro per il presente e il futuro del nostro Paese” ha commentato il presidente della Camera, Roberto Fico. Sul tema è intervenuto anche Giuseppe D’Ippolito, deputato del MoVimento 5 Stelle in commissione Ambiente. “Con la revisione costituzionale il nostro compito di legislatori si rinnova e rivitalizza” ha commentato il parlamentare, secondo cui “occorre adeguare la legislazione vigente a nuovi principi e valori. Occorre – ha spiegato – esercitare la riserva di legge sulla tutela degli animali e introdurre una legislazione di dettaglio che renda il nuovo principio costituzionale materia viva e applicabile e non solo un mero, benché altissimo, enunciato”. Proprio quella di d’Ippolito è la prima firma in una proposta di legge del MoVimento 5 Stelle, incardinata in commissione ambiente alla Camera, che introduce una definizione legislativa della nozione di ambiente. Nel frattempo, però, intervenendo nell’aula di Montecitorio nel corso della dichiarazione di voto, il deputato ex M5s e ora esponente di Alternativa Giovanni Vianello ha parlato di “una giornata ambigua: il Parlamento – ha detto – vota favorevolmente una riforma costituzionale sull’ambiente, mentre il Governo continua a produrre norme contro l’ambiente. Un’operazione di greenwashing che dimostra l’ipocrisia del governo Draghi e della maggioranza e, soprattutto, quanto sia inadatto Cingolani a ricoprire il ruolo di Ministro della Transizione Ecologica. Solo le sue dimissioni sarebbero l’unica vera buona notizia per l’ambiente”.

Dalla Lav al Wwf – Tra i primi commenti anche quelli di Gianluca Felicetti, presidente Lav (Lega Antivivisezione). “Sono passati 24 anni dalla prima proposta che abbiamo fatto presentare per l’inserimento degli animali in Costituzione aprendo la strada che ci avrebbe condotto alla grande conquista di civiltà ottenuta oggi, con il riconoscimento di Animali e Ambiente nella Legge fondamentale dello Stato” ha ricordato, sottolineando che “siamo il quinto Paese al mondo” a inserire la tutela degli animali in Costituzione. Anche, per il Wwf però, si tratta di un primo passo “presupposto di un intervento organico per adeguare strumenti normativi vigenti a tutela della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali”. “Per dare concretezza a questi passaggi è ora necessario definire un sistema normativo organico e innovativo a tutela della natura d’Italia. Il nuovo assetto costituzionale – ha dichiarato la presidente Donatella Bianchi – rafforza significativamente il principio della sostenibilità, sin qui trattato solo in termini di dottrina e giurisprudenza, e crea il presupposto per aumentare il livello di salvaguardia del capitale naturale che costituisce la base insostituibile di tutte le nostre attività anche economiche”. E così pure Greenpeace: “Un’evoluzione in linea con le attese dei cittadini che ora vogliono fatti concreti: una vera transizione ecologica, la tutela della biodiversità (la protezione di almeno il 30% del territorio, mare compreso) e una migliore qualità dell’ambiente in cui viviamo”, si legge in una nota. “Adesso vanno garantiti questi diritti, visto che una maggioranza così ampia del Parlamento ha votato la modifica della Carta costituzionale. Molto importante poi a nostro avviso il riferimento alle generazioni future, quelle che vediamo scendere in piazza invocando a gran voce la tutela dell’ambiente. Si tratta di una formulazione assolutamente innovativa in Costituzione che riflette le nostre battaglie e le aspettative di milioni di cittadini, e in particolare delle generazioni più giovani, che hanno compreso l’incredibile sfida che abbiamo davanti dovuta a decenni di sfruttamento delle risorse del Pianeta”.

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