Sono 191.046 i contagi Covid sul lavoro dall’inizio della pandemia: un sesto del totale delle denunce di infortunio da gennaio 2020. Per ogni infortunato Covid, si calcola un’assenza media di 30 giorni. I morti a causa di un contagio avvenuto al lavoro sono stati 811, un quarto degli infortuni mortali degli ultimi due anni. Sono i nuovi dati dell‘Inail, che nel nuovo report pubblicato mercoledì rileva come il settore della sanità e assistenza sociale registri il 22% dei decessi codificati, seguito
dal trasporto e magazzinaggio (13,3%) e dalle attività del manifatturiero con l‘11,9% (i più esposti risultano essere addetti alla lavorazione di prodotti alimentari, di metalli, di macchinari e addetti alla stampa). Seguono asl e amministratori locali (10,2%), costruzioni (6,9%), servizi di vigilanza, pulizia e call center (4,8%), altre
attività dei servizi (dalle pompe funebri ai centri benessere) con il 3,8%.

Più di un terzo dei casi mortali è concentrato nel Nord-Ovest (36,1%), seguito da Sud (26,1%), Centro (18,1%), Nord-Est (12,9%) e Isole (6,8%). Ma è Napoli (con l’8%) la provincia che ha contato più decessi dall’inizio della pandemia, seguita a stretto giro da Roma (7,8%), Milano (6,5%) e Bergamo (6,3%) seguite da Torino (4,1%) e Brescia (3,9%). Più giù Cremona e Genova, entrambe al 2,3%, Bari, Caserta e Palermo al 2,1%, e infine Parma e Salerno con il 2% ciascuna.

Tra i morti per contagio sul lavoro l‘82,5% sono uomini e il 71% lavoratori tra i 50 ed i 64 anni di età, a cui seguono gli over 64 (18,6%) e la fascia di età tra i 35 ed i 49 anni (9,8%). I lavoratori stranieri sono il 9,6% del totale. Ad essere più colpite, le comunità peruviana (15,4% dei decessi occorsi agli stranieri), albanese (11,5%) e rumena (7,7%). Prendendo in considerazione tutti i contagi sul lavoro e non solo quelli mortali il rapporto tra i generi si inverte, con una quota di lavoratrici contagiate – sul totale dei casi denunciati – pari al 68,3%. La componente femminile supera quella maschile in tutte le regioni, a eccezione della Calabria, della Sicilia e della Campania.

Rispetto ai 185.633 contagi del monitoraggio di fine novembre, nell’aggiornamento a dicembre i casi di contagio sono 5.413 in più (+2,9%), di cui 4.490 riferiti a dicembre. Nel 2021 i casi denunciati all’Inail, benché non consolidati, sono diminuiti del 71,3% rispetto all’anno precedente, mentre il calo dei casi mortali è stato del 57,2%. L’83% delle denunce è stato riconosciuto positivamente, generando nel 96% dei casi un indennizzo. Per i decessi, invece, la percentuale di riconoscimento si attesta provvisoriamente al 63%.

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